Da crollo a bolla speculativa, Citigroup: sentore crisi 2007

23 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Ferrovie, tulipani, amuleti e Internet. Non esistono solo bolle immobiliari come quelle cinese e dei mutui subprime Usa del 2007-2008. Nella storia eventi shock di questo genere non sono mancati e spesso sono stati provocati dalle misure intraprese dalle banche centrali.

Non ultima la bolla che stanno gonfiando Banca del Giappone, Fed, Bce e Banca d’Inghilterra con le loro iniezioni di denaro senza freni. Quando i prezzi degli asset sono spinti al rialzo oltre i fondamentali economici a causa di un comportamento irrazionale degli investitori ecco che si vengono a formare nei mercati bolle incontrollabili.

A parte forse la bolla degli amuleti e quella dei tulipani del 1637, non soprende scoprire che quasi tutte le bolle speculative sono state alimentate dalle azioni delle banche centrali (vedi grafico piu’ sotto).

Cosa succedera’ ai prezzi degli asset internazionali quando le banche centrali mondiali, che hanno appena scommesso tutto il piatto sul tavolo del croupier per gonfiare la bolla di asset piu’ grande di tutti i tempi, decideranno di chiudere i rubinetti della liquidita’ (se mai decideranno di farlo)?
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A proposito di rischio esplosione di bolle: in un report Citigroup sostiene che i dati a sua disposizione fanno propondere per un elevato pericolo che il pianeta viva un “deja vu” della crisi subprime del 2007.

L’emissione di derivati e di prestiti sta ritornando a crescere in tutto il globo, cosi’ come i prezzi dell’azionario mondiale. Ma non il Pil (vedi grafico in alto a sinistra).