Da Bce ok riapertura Borsa Atene. Funzionari troika scortati da polizia

28 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Bce ha dato l’ok al piano per riaprire la Borsa di Atene dopo uno stop durato un mese. E’ quanto ha riferito un funzionario della piattaforma Athens Stock Exchange a Reuters. Le operazioni di trading effettuate dagli investitori locali, così come trapelato negli ultimi giorni, saranno comunque sottoposte ad alcune restrizioni.

La riapertura avverrà probabilmente nella giornata di domani, dopo l’emanazione da parte del ministero delle Finanze di un decreto ministeriale.

“La Bce ha dato la sua approvazione – ha riferito a Reuters il funzionario, che ha preferito optare per l’anonimato – La Bce ha approvato il piano che prevede restrizioni per gli investitori greci”.

Intanto, dopo le rivelazioni shock dell’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, sull’esistenza di una cellula segreta presso il dicastero volta a studiare un piano per il lancio di un sistema di pagamenti parallelo, la troika nega di aver mai esercitato un controllo sul dipartimento del fisco.

In occasione di un briefing che si è tenuto alla Commissione europea, la portavoce Mina Andreeva ha riferito ai giornalisti che le dichiarazioni (rilasciate dallo stesso Varoufakis, che ha in questo modo giustificato il ricorso alle operazioni di hackeraggio per ottenere i dati dei contribuenti) sono “false e infondate”, e che “la Commissione e l’Fmi forniscono solo un’assistenza tecnica” alla divisione che gestisce le entrate pubbliche, “senza alcun controllo” sull’organismo.

I rapptresentanti della troika (Fmi-Bce e Ue) sono arrivati intanto ad Atene, scortati da 250 poliziotti, che stazionano al di fuori dell’hotel al centro di Atene, dove si trovano. Un elicottero monitora i loro movimenti per questioni di sicurezza.

I tecnici hanno già avviato gli incontri per l’accordo che dovrebbe sbloccare 83 miliardi di aiuti alla Grecia.

Intanto, le banche greche hanno deciso che i possessori greci di carte di credito potranno mettere in atto transazioni estere per la prima volta in tre settimane, acquistando dunque beni da paesi stranieri. (Lna)