Politecnico: crowdinvesting in Italia, flussi raddoppiati in un anno a 517 mln

18 Luglio 2019, di Alberto Battaglia

Il flusso di denaro indirizzato a startup e piccole e medie imprese italiane attraverso l’equity crowdfunding, è più che raddoppiato nei 12 mesi al 30 giugno 2019, arrivando a 82 milioni di euro. Così come il crowdinvesting relativo ai prestiti, che ha raddoppiato il suo peso a 435 milioni di euro.
Lo rivelano i dati raccolti nel quarto Report Italiano sul crowdinvesting realizzato dall’omonimo Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano.

Per crowdinvesting, si intende un modello di raccolta basato su piattaforme online, suddiviso rispettivamente in sottoscrizione di quote del capitale di rischio o attraverso l’erogazione di prestiti.
La piattaforma che ha finalizzato e raccolto più capitale nel periodo esaminato è stata Mamacrowd (quasi 22 milioni di euro), seguita da Crowdfundme (vicina a 15 milioni ma con il maggior numero di campagne pubblicate) e Walliance (11,1 milioni). In media ogni campagna riceve il sostegno di 85,6 investitori.

Messe assieme, le componenti equity e lending-based hanno portato alle imprese italiane 517 milioni di euro fra il giugno 2018 e quello appena trascorso. Tale cifra ha raggiunto in misura preponderante (il 72%) le startup innovative, anche se le Pmi hanno guadagnato terreno rispetto a un anno fa. In particolare, il crowdinvesting in equity e lending ha preso piede soprattutto in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna.

Per quanto riguarda le sottoscrizioni di quote societarie, l’Italian Equity Crowdfunding Index ideato dall’Osservatorio, ha calcolato al 30 giugno un apprezzamento complessivo del valore di portafoglio pari al 9,43%. Secondo Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell’Osservatorio, questi dati testimoniano che “il crowdinvesting si sta dimostrando sempre più una buona opportunità sia per le imprese che vogliano finanziare le proprie attività, sia per gli investitori a caccia di rendimenti”.