Crollo Shanghai come crash Wall Street nel 1929. O come esplosione bolla dot com

28 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dopo un tonfo che è stato di ben il 30% in appena quattro settimane, e che è partito dalla metà di giugno, l’azionario cinese appare ancora lontano da versare in una condizione di ipervenduto. Il crollo è stato tale da essere stato paragonato al crash di Wall Street del 1929, con Bloomberg che ha evidenziato i parallelismi nella traiettoria dei cali.

Deutsche Bank ha invece paragonato il tonfo di Shanghai all’esplosione della bolla dotcom, nel 2000.

Stando a quanto riporta il sito Business Insider, se la caduta libera rifletta di fatto il crash di Wall Street, per Deutsche Bank il rialzo incassato dall’azionario cinese è molto simile a quello che ha caratterizzato il Nasdaq alla fine degli anni ’90.

Per comprendere bene cosa sta accadendo sui mercati della Cina, la divisione di ricerca del colosso tedesco ritiene che bisogna andare a monte e comprendere prima di tutto la portata del rally precedente al collasso.

E rally è il termine giusto da utilizzare nel caso dello Shanghai Composite, che è balzato oltre +150% tra la metà del 2014 e il record testato alla metà di giugno di quest’anno. Il rialzo va imputato anche alla decisione di milioni di investitori cinesi retail di iniziare a scommettere sull’azionario. Deutsche Bank segnala che dall’inizio dell’anno sono stati aperti ben 66 nuovi milioni di investimenti retail.

L’in iezione di tanta liquidità sull’azionario ha alzato i prezzi, in quanto la domanda è stata ben superiore all’offerta. Ma le valutazioni non hanno riflettuto i fondamentali economici e ora i prezzi stanno scivolando proprio perchè si riferiscono a business che sono sopravvalutati. (Lna)