Crollo oro, sotto $1.200. “Panic selling lo porterà a $800”

28 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI )- La fuga dall’oro non si ferma. Le quotazioni del metallo prezioso hanno testato il livello minimo dal 2010 poche ore fa, capitolando sotto la soglia dei $1.200 l’oncia. Un valore cruciale, visto che è proprio questo il costo che le società di estrazione devono sostenere per produrre un’oncia di oro. Le ripercussioni saranno pesanti, e gli analisti intervistati da Cnbc hanno affermato che i gruppi che estraggono oro saranno colpito “in modo grave” se le quotazioni rimarranno inferiori al costo di produzione.

Andrew Su, amministratore delegato presso Compass Global Markets rende noto che il costo medio per produrre una oncia di oro in Australia, paese che ospita i colossi di estrazione più grandi al mondo, è balzato da $500 nel 2007 a più di $1.000 nel 2013. “Ma io credo che i costi reali siano significativamente più alti di $1.000. Per questo, alcune miniere sono state costrette a chiudere in Australia, oltre a tagli di dipendenti da parte di società come Newcrest, Barrick, and Silver Lake Resources.”

Basta guardare la performance di alcuni titoli di gruppi minerari: Newcrest Mining, terzo produttore di oro a livello mondiale, ha visto le quotazioni crollare più del 52% da aprile. Barrick Gold, numero uno nel settore, ha assistito a un calo del titolo di quasi -50% da aprile.ù

Il crollo dell’oro dallo scorso aprile si sta acuendo; le quotazioni hanno chiuso il trimestre peggiore da almeno il 1968, con gli investitori che hanno scontato le preoccupazioni continue sul rischio che la Fed stacchi la spina al programma di quantitative easing. I prezzi sono scivolati fino a $1.180,48 l’oncia nelle contrattazioni asiatiche e sono in calo di quasi -14% o di $200 dall’inizio della scorsa settimana.

“Quando il mercato segue un trend, la gente vuole semplicemente seguirlo e ora siamo in una fase ribassista molto pesante, dunque sul piano psicologico la situazione è terribile”, ha detto in una intervista a Bloomberg Donald Selkin, responsabile strategist di mercato presso National Securities Corp, a New York. L’oro potrebbe scendere a suo avviso fino a $800 l’oncia, in preda a un vero e proprio “panic selling”. Dall’inizio dell’anno, le quotazioni sono in calo -28% dopo aver guadagnato per 12 anni consecutivi.

L’oro ha raddoppiato il suo valore dalla fine del 2008 al record di $1.923,70 nel settembre del 2011, sulla scia della decisione della Fed di tagliare i tassi a livelli record. Il metallo è entrato in un mercato orso ad aprile. Il risultato è che nel trimestre ha perso -24%.

ANALISI TECNICA ORO DI FXCM ITALIA

“Su un time frame giornaliero i prezzi si trovano ancora lontani dalla media mobile a 21, prossimO livello di attrazione quando partiranno le correzioni, ma sarà importantissimo seguire le evoluzioni di oggi per comprendere se si vorranno tentare ulteriori approfondimenti, tutt’altro che poco probabili vista la grossa presenza di ordini sotto i punti di minimo. Se dovessimo di fatto superare l’area che passa sotto 1,175.00 ci sono possibilità di assistere ad estensioni fino ai prossimi punti precedenti, passanti intorno a 1,150.00, livelli che non si vedono da luglio 2010. Per assistere a rimbalzi decisi, crediamo che le aree di resistenza poste intorno a 1,225.00 e da qui, ogni 25 punti circa, troviamo delle aree di resistenza che potrebbero intervenire sulle correzioni”.