Crisi: sei famiglie su dieci quest’anno non andranno in vacanza

13 Luglio 2020, di Alessandra Caparello

Sei famiglie su dieci rinunceranno alle vacanze quest’anno come emerge dall’ultimo ‘Termometro Italia’ sulle famiglie realizzato da Innovation Team, società di ricerca del Gruppo Cerved, tra i principali operatori italiani nella gestione del rischio di credito.

Le famiglie rinunciano ai viaggi

Le ragioni che hanno spinto le famiglie italiane a rinunciare a fare le valigie e partire per le località turistiche è prevalentemente economica (41%), ma c’è anche un buon terzo (31,5%) che risulta frenato dalle preoccupazioni per la salute e dalle restrizioni imposte alla vita sociale e allo svago. Il 14,6% sceglie di rinviare il viaggio a quando potrà scegliere liberamente la meta e il 12,6% di chi le ferie ha dovuto usarle durante il lockdown. Dalla ricerca inoltre emerge che sette famiglie su dieci modificheranno le abitudini estive. A quel 37,1% che per la prima volta rimarrà a casa si somma infatti il 32,9% di coloro che sceglieranno mete differenti, in particolare (59%) località italiane invece del consueto viaggio all’estero, oppure luoghi meno affollati (34,2%), alloggi più isolati (25,7%) o la seconda casa (8,4%). In generale saranno vacanze più brevi, anche perché in molti (26,8%) avranno meno giorni di ferie. Appena l’8,8% farà come ha sempre fatto.

L’impatto della crisi sui redditi

La ricerca inoltre rivela che diminuiscono coloro che vedono ridotto il loro reddito (dal 74,5% di aprile al 66,7% di luglio), tuttavia aumentano i nuclei familiari che devono fare un ricorso massiccio ai risparmi (dal 18,6% al 24,3%) su un 55,3% che deve comunque intaccarli. Particolarmente colpite restano le famiglie le cui entrate si basano sul lavoro autonomo: 8 su 10 hanno subìto una significativa riduzione del reddito, addirittura drammatica per il 27,3%, e 7 su 10 hanno utilizzato i risparmi, il 36,1% in modo consistente. Per il 60,8% degli autonomi la ripresa è insoddisfacente, nel 28% dei casi sono ancora con il lavoro bloccato.

7 famiglie su 10 (73,8%) pensano che i prossimi mesi saranno un periodo difficile, nel quale occorrerà fare rinunce. Per il 15,9% (in diminuzione sul 22,4% di aprile) bisognerà fare rinunce anche su bisogni primari, come salute e istruzione. Le paure più grandi restano quelle di perdere i risparmi (43%), il reddito (37%) e il lavoro (30%) e la percezione del futuro resta negativa anche su un orizzonte più lungo: il 66,5% degli intervistati si attende per l’anno prossimo un peggioramento della situazione economica generale, il 29,2% della propria condizione lavorativa e il 40,2% della condizione economica familiare.