Crisi rifugiati: l’impatto sull’economia europea

29 Marzo 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – La crisi dei rifugiati sta avendo un impatto negativo sull’economia della Germania a breve termine ma alla lunga il governo è convinto che aiuterà la crescita del paese e dell’intera Unione Europea.

Mentre il ministero tedesco dell’Interno si appresta a varare una legge per aiutare l’integrazione dei tanti migranti in arrivo nel paese, obbligandoli a imparare la lingua e ad adattarsi nella società se non vogliono perdere il diritto di residenza, gli economisti di HSBC hanno calcolato quanto costa all’Europa la crisi dei rifugiati.

Il risultato dello studio è che l’impegno risulta gravoso ma gestibile per il governo di Angela Merkel, una delle leader europee ad aver spinto per l’accoglienza dei migranti seppure con delle limitazioni. Dal punto di vista economico, il governo tedesco paga 15.600 dollari di sussidi diretti che vengono forniti ogni anno ai rifugiati.

L’equazione che crea problemi a Merkel

È l’equazione politico economica che rischia di creare grattacapi alla Cancelliera tedesca. Per la Germania l’immigrazione genera lo 0,4% di crescita in più, ma ha anche un costo pari allo 0,7% del Pil.

Berlino si è detta pronta ad accogliere 500.000 rifugiati provenienti dal Medioriente, in fuga dalle guerre in Siria e Iraq.  Secondo gli economisti Rainer Sartoris e Karen Ward “il costo complessivo per il governo di queste politiche di accoglienza potrebbe aggirarsi intorno ai 21 miliardi di euro”.

La somma e le numerose richieste di asilo hanno “spinto la Germania al limite” delle sue possibilità. Ma il lato positivo della medaglia della crisi dei rifugiati europea è che le spese addizionali del governo potrebbero finire per alimentare la crescita.

“Tenuto conto dei livelli record di occupazione che aumentano le tasse sul reddito, in Germania il tempismo è propizio per il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble“, si legge nel report. “Con un leggero rimescolamento delle misure, potrebbe riuscire a equilibrare i conti pubblici”.

Per farcela il governo dovrà però ridurre il flusso di migranti in arrivo. Nel 2015 la Germania ha accolto un milione di rifugiati. Se anche quest’anno si presenterà lo stesso numero di persone richiedenti asilo, i calcoli matematici sarebbero diversi e più dolorosi per le finanze tedesche.

In quelle circostanze, HSBC stima che i costi dell’immigrazione salirebbero a 33 miliardi di euro nel 2017, pari all’1% del Pil. La banca ha preso in considerazione 12.500 euro di sussidi diretti per ogni rifugiato e 1.500 euro in più da pagare ai dipendenti pubblici.