Crisi: indagato l’ex segretario del Tesoro Usa

15 Marzo 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – La Commissione d’inchiesta americana sulla crisi finanziaria ha pubblicato una serie di documenti relativi ad una indagine del 2010, che include interviste con alti funzionari governativi e personalità di spicco come Warren Buffett. Nei nuovi documenti si ritiene che l’ex segretario al Tesoro americano, Robert Rubin, potrebbe aver violato la legge.

L’inchiesta della Commissione ha come obiettivo quello di individuare le responsabilità per il tracollo finanziario che ha portato alla peggiore recessione degli ultimi decenni ed ora emerge che Rubin, ex segretario al Tesoro degli Stati Uniti che ha ricoperto ruoli chiave in Goldman Sachs e poi anche in Citigroup, “potrebbe aver violato le leggi degli Stati Uniti in relazione alla crisi finanziaria”.

Come scrive la Commissione:

“Robert Rubin, insieme ad alcuni altri top manager di Citi, potrebbe essere stato il “colpevole” che ha indotto in errore gli investitori di Citi e il mercato, nascondendo il grado di esposizione subprime della banca, affermando a un certo punto che era inferiore del 76% rispetto a ciò che effettivamente era”.

Rubin, 77 anni, è stato segretario al Tesoro sotto la presidenza di Bill Clinton e nel 1999, ha lasciato Washington per un incarico di alto livello a Citi, una delle mega-banche ritenute “troppo grandi per fallire”.

Dopo aver affrontato alcune critiche a seguito della crisi finanziaria, ha lavorato comunque sempre per Wall Street e a Washington, attualmente è co-presidente del prestigioso Council on Foreign Relations.

Negli anni prossimi alla crisi finanziaria, Citigroup si era mossa in maniera aggressiva nel mercato dei mutui subprime e prestiti, nonostante gli avvertimenti sulla formaazione di una bolla speculativa nel settore immobiliare.

Avvertimenti snobbati dall’amministratore delegato di Citigroup dell’epoca, Charles Prince, che aveva detto al Financial Times:

 “fino a quando la musica è ancora in corso continueremo a ballare”.

All’epoca Rubin era il presidente del comitato esecutivo del Consiglio di Amministrazione di Citi. Alla fine dell’estate del 2007, l’esposizione diretta di Citi alle obbligazioni subprime era pari a 55 miliardi di dollari, secondo la Commissione d’inchiesta sulla crisi per cui “ dai documenti raccolti è chiaro che il CEO e Robert Rubin ne erano a conoscenza”.

Un fatto che se fosse confermato getterebbe nuova luce sulla crisi finanziaria e sullo sforzo del governo per perseguire coloro che hanno infranto la legge.

Una fonte vicina a Rubin, afferma che l’ex dirigente di Wall Street non è mai stato contattato dal Dipartimento di Giustizia in relazione alle affermazioni della Commissione e un suo portavoce ha affermato di non saper nulla al riguardo, mentre il Dipartimento di Giustizia ha rifiutato di commentare.

Sette anni dopo il fallimento di Lehman Brothers, il fatto che nessuna grande figura di Wall Street sia stata mai processata per reati connessi alla crisi finanziaria è una nota dolente. Ma ora forse qualcosa si muove.