Economia

Crisi gas, la Germania salva Uniper dal fallimento

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L’accordo era nell’aria da giorni. Venerdì 22 luglio è arrivata la conferma ufficiale: lo Stato tedesco salverà Uniper, la società energetica tedesca che, in qualità di maggiore importatore tedesco di gas naturale, è stata la più colpita dalla riduzione delle importazioni di gas dalla Russia. L’annuncio segue di pochi giorni quello dello Stato francese, che pagherà 9,7 miliardi di euro per nazionalizzare il colosso dell’energia EDF. Nel pieno della crisi energetica, il governo Scholz  ha pronunciato il suo personale “Whatever it takes”, simile a quello con cui Mario Draghi salvò l’euro. “Fu una frase molto intelligente che fece capire che si era disposti a tutto per salvare la moneta unica. E noi, esattamente allo stesso modo, siamo pronti a fare tutto quello che sarà necessario perché nessuno resti solo con problemi irrisolvibili. Nessun cittadino sarà  abbandonato, e nessuna impresa in questo Paese resterà sola” ha risposto il cancelliere tedesco a un giornalista.

Il salvataggio di Uniper non fornisce un modello per il futuro, ma dimostra che la Germania è  “nelle condizioni” di evitare fallimenti di imprese sistematicamente rilevanti. “Garantiremo la stabilità del Paese”, ha aggiunto il cancelliere, che ha rassicurato anche i concittadini sulla messa a punto di nuove misure di aiuto per la popolazione: sussidi abitativi e per i costi di riscaldamento, e come nella pandemia ci sarà una sorta di scudo per chi non riuscirà a sostenere l’aumento dei costi.   

I dettagli del salvataggio

L’intervento prevede l’acquisto da parte dello Stato del 30% della quota in mano al maggiore azionista, la società energetica statale finlandese Fortum, attraverso la sottoscrizione di circa 157 milioni di nuove azioni ordinarie nominative al valore nominale di 1,70 euro per azione a fronte di un corrispettivo in contanti di circa 267 milioni di euro.

Al termine dell’operazione, Fortum finirà  per detenere il 56% dell’azienda tedesca, in calo rispetto all’attuale 80% circa. Non solo. Il piano prevede inoltre un prestito fino a 7,7 miliardi di euro in obbligazioni convertibili e un’estensione a 9 miliardi di euro della linea di credito del gruppo con la banca pubblica KfW.

Uniper pensa di chiedere i danni a Gazprom

La crisi di Uniper, maggiore azienda importatrice tedesca di gas russo, si deve ai tagli dell’export da Mosca e dell’aumento dei costi dello stesso gas sul mercato. Poche settimane fa  l’azienda, che ha un’importanza strutturale per l’approvvigionamento energetico della Germania, aveva chiesto al governo nuovi aiuti, dopo aver dichiarato di non poter ” resistere a lungo” nelle condizioni in cui versava. La società sembra inoltre intenzionata a chiedere i danni a Gazprom, multinazionale russa, controllata dal governo della Federazione Russa. “Ciò che è chiaro è che cercheremo – per il bene della nostra azienda – di mostrare la responsabilità di Gazprom”, ha detto qualche giorno fa il presidente di Uniper, società energetica tedesca, Klaus-Dieter Maubach, suggerendo una richiesta di risarcimento danni alla compagnia di stato russa. Secondo quanto riporta Maubach, i contratti tra Uniper e Gazprom sarebbero originariamente previsti fino alla metà del 2030.