Crisi: cosa bisogna fare per rilanciare l’industria in Europa?

24 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (ADVISE ONLY) – La crisi economica non allenta il suo respiro e dopo anni di “segni meno”, soprattutto in Europa, c’è da chiedersi qual è lo stato dell’industria in Europa.

Il grafico che proponiamo – rappresentativo dell’indice Markit PMI europeo (l’acronimo PMI sta per Purchasing Managers Index) – mostra l’andamento dell’attività industriale europea in termini di espansione o riduzione dell’attività economica negli ultimi due mesi.

Dal grafico emerge che i settori europei che stanno particolarmente risentendo della crisi in termini di produzione sono: Construction & Engineering, Trasporti, Servizi sanitari, bevande, metalli & minerari e farmaceutici.

I principali settori in espansione e in stabilizzazione di attività economica sono:

  • Il comparto apparecchiature tecnologiche (technology equipment) che ha registrato la più rapida crescita della produzione in oltre due anni, in parte sostenuta dalla competitività di prezzo dei propri prodotti.
  • Il settore macchinari & attrezzature (machinary & equipment), che hanno registrato la maggiore crescita della produzione da inizio 2012. Inoltre, hanno visto aumentare la raccolta ordini dal mese di maggio.
  • Il settore cibo e bevande (food & beverage), cheha visto un incremento degli ordini in maggio (sebbene i produttori alimentari abbiano deciso di ampliare le tariffe a fronte di un aumento della domanda per i propri prodotti a causa dei maggiori costi comparati di produzione).
  • Il settore finanziario che beneficia d’un incremento d’attività del comparto banche e altri servizi finanziari.
  • Il settore dei prodotti chimici, che rappresenta lo spartiacque tra le due tendenze divergenti sopra descritte.

L’enorme ostacolo alla ripresa…

La BCE, nel report che pubblica ogni 6 mesi sulla condizione delle piccole e medie imprese, mostra preoccupazione verso la sofferenza in cui versano le piccole e medie imprese in termini di accesso al credito (concetto ribadito anche da Mario Draghi al Parlamento europeo). Tuttavia, il report attribuisce più urgenza al problema dell’incredibile carenza di domanda interna europea.

Sebbene, come emerge anche dal post, la grande impresa soffra in misura minore rispetto alle piccole e medie imprese, entrambe (piccola-media e grande impresa) sono accomunate da un enorme problema: la mancanza di clienti.

In conclusione, come ampiamente sostenuto da illustri economisti italiani (ad esempio Gustavo Piga e Marcello de Cecco) Europa è necessario un rilancio della spesa aggregata in grado di far uscire i paesi dell’Unione dalle corde della recessione.