Crisi BSI: Bankitalia chiude filiali di Milano e Como

8 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Verranno chiuse le filiali di Milano e Como della Banca della Svizzera italiana, la società bancaria più antica del Ticino con 140 anni di storia, acquistata meno di un anno fa dalla Efg International, del magnate greco Spiro Latsis, a seguito di uno scandalo di riciclaggio di denaro e truffe.

A decidere la chiusura Bankitalia che tra l’altro ha anche vietato alla Bsi Europe, la lussemburghese che controlla Bsi, di intraprendere nuove operazioni. I clienti potranno solo ritirare le proprie disponibilità o trasferirle.

Ma perché si è arrivati questa decisione così drastica? Come rende noto l’istituto di via Nazionale:

“In seguito ad ispezioni condotte nello scorso ottobre sono emerse gravi violazioni della normativa in materia di antiriciclaggio, con rischio di reiterazione delle irregolarità”.

La banca tenta di difendersi precisando che le irregolarità rivelate si riferiscono al periodo precedente il closing per l’acquisto di Bsi ma non va oltre.

La banca della Svizzera Italiana, una delle banche storiche della Svizzera, è stata al centro di un grosso scandalo internazionale che nel 2015 ha coinvolto il fondo sovrano della Malesya 1MDB.

Tramite il fondo si sospetta che siano stati sottratti fondi statali una cifra di 3,7 miliardi di euro, dirottati verso conti del primo ministro malese Najib Razak. Nello scandalo sono coinvolti altri nomi illustri da Deutsche bank a Goldman Sachs, fino a Standard Chartered e Jp Morgan e allex vicepresidente di Unicredit, Khadem Al Qubaisi il fondo di Abu Dhabi oggi azionista forte della banca guidata da Jean Pierre Mustier.