“Crescita mondiale destinata a subire sempre battute d’arresto”

24 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – La crescita economica mondiale è destinata a subire una battuta d’arresto. È fisiologico.

A spiegarlo è il ricercatore del MIT Dennis Meadows, l’autore principale del famoso report del 1972, “The Limits to growth”, in cui si elencano le possibili conseguenze del mantenimento della crescita sul lungo termine.

In un’intervista a Le Monde il 69enne fisico di fama mondiale ha sottolineato che la vera domanda da porsi non è sui limiti della crescita, ma della dinamica della crescita. Perché tutti gli scienziati ed economisti sanno che ci sono limiti fisici alla crescita della popolazione, dei consumi energetici, del Pil, etc.

“Le questioni interessanti riguardano piuttosto la scoperta di cosa causa questa crescita e quali saranno le conseguenze del suo scontro con i limiti fisici del sistema”.

L’idea diffusa oggi giorno è che non ci sono limiti. Quando si dimostra a chi è convinto che non ci siano limiti che invece ci sono, la risposta che si ottiene di solito è che non è grave perché ci avvicineremo a tali limiti in maniera ordinata e tranquilla per fermarsi poi con delicatezza grazie alle leggi di mercato.

“Quello che abbiamo dimostrato nel 1972 e che vale ancora oggi, 40 anni più tardi, è che ciò non è possibile: il superamento dei limiti fisici del sistema porta a uno sfaldamento”. Come d’altronde si è sperimentato con l’ultima crisi finanziaria e in particolare del debito: “le cose non vanno tranquillamente” come alcuni vorrebbero far credere.

Per crollo in questo caso Meadows intende un “fenomeno che rafforza quello che lo ha causato”. In Grecia i cittadini non si fidano delle banche e prelevano soldi. Più prelevano soldi e più si indebolisce la qualità delle banche e la capacità di rimanere solventi. Essendo le banche sempre più fragili, i clienti prelevano sembre più soldi.

Sono questi cicli vizioso a creare un crollo. “Il crollo caratterizza una società che diventa sempre meno in grado di soddisfare i bisogni elementari: alimentazione, sanità, istruzione, sicurezza”.

Mentre alcuni stati come la Somalia stanno già vivendo questa crisi, alcuni paesi come gli Stati Uniti sono ancora lontani nel tempo a questo fenomeno, ma sono su questa strada”.

Fonte: Le Monde