Crediti deteriorati: stretta Bce porterà netto calo utili banche

16 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Sono 29,4 i miliardi di euro di crediti problematici registrati nel 2016 dalle prime dieci banche italiane, da Intesa Sanpaolo a Unicredit, passando per Mps e Carige, ma sono le nuove regole imposte dalla Bce sulle sofferenze che spaventano maggiormente di questi numeri, perché porteranno a un drastico calo degli utili.

A dare la previsione gli analisti di Equita Sim come riporta La Stampa.

“Si va dai 10,5 miliardi di Unicredit – che ha impieghi totali per 444,6 miliardi – agli 1,1 miliardi dei Carige o ai 706 milioni di Creval, che però hanno impieghi alla clientela sensibilmente inferiori e pari rispettivamente a 18,2 e 17,4 miliardi di euro. Tutte insieme, le prime dieci banche hanno 228 miliardi di crediti difficili sui 249 miliardi totali in pancia alle banche italiane. (…) applicando ai numeri del 2016 le nuove regole sui crediti problematici proposte dalla Bce, il costo dei rischi per queste banche sarebbe incrementato di 3,5 miliardi di euro. Ed è questo numero a spaventare di più i banchieri e, a cascata, regolatori, governanti e imprese”.

Il 78 per cento delle nuove sofferenze sono garantite ma è la componente senza garanzie quella che desta maggiori preoccupazioni visto che va ammortizzata entro due anni ed è composta prevalentemente da famiglie (credito al consumo) e piccole imprese.

“Ma è anche vero che statisticamente circa un terzo tornano “in bonis”. Le banche finora avevano l’incentivo a tenere il cliente e stabilizzare l’esposizione». Con la proposta della Bce, “viene meno l’incentivo a recuperare l’esposizione privilegiando la vendita del credito a fondi specializzati, il cui interesse è recuperare in fretta il proprio credito a scapito del cliente”.

L’esigenza di aumentare gli accantonamenti, seppur in maniera graduale, peserà maggiormente sugli istituti più deboli. Così per Unicredit e Intesa Sanpaolo, gli istituti più solidi, il calo dell’ utile sarà limitato ad una percentuale compresa tra l’ 8% e il 9%.

“Per Banco BPM l’impatto sull’utile atteso arriverà al 21%, al 26% per Bper e fino al 47% per Banca Carige, per la quale peraltro il mercato stima già una perdita netta di 50 milioni”.

Nuvole nere all’orizzonte quindi per il sistema bancario italiano già in stato precario e su cui il maggiore fondo speculativo al mondo, Bridgewater Associates, ha scommesso oltre 700 milioni di euro su futuri ribassi.