Credit Suisse si prepara a una nuova crisi: apre divisione commerciale in Svizzera

21 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri tassi tedeschi sostanzialmente invariati a fronte di un lieve rialzo di quelli periferici. Questa mattina i tassi governativi dell’area sono tutti in rialzo dopo la pubblicazione delle minute della Fed che hanno riaperto il dibattito sulla possibilità di un tapering anticipato. Il decennale tedesco ha seguito in modo meno che proporzionale l’analogo T-note con il relativo spread che si è posizionato sopra i 100pb. Nel tardo pomeriggio di ieri i tassi decennali tedeschi avevano provato a scendere fino all’1,70% dopo l’indiscrezione riportata da Bloomberg secondo cui la BCE starebbe valutando la possibilità di portare il tasso sui depostiti in negativo a -0,1%. Questa mattina è prontamente intervenuto il ministro delle finanze tedesco Schaeuble, sottolineando come il mandato della BCE deve rimanere limitato. Sul fronte macro la giornata si è aperta con indicazioni non positive dagli indici Pmi francesi di novembre. In direzione opposta invece gli analoghi indici relativi tedeschi. In particolare l’indice manifatturiero è arrivato al massimo da luglio 2011.

Oggi a Berlino sono attesi i discorsi sia della Merkel sia di Draghi in successione. Sul fronte emissioni la giornata è piuttosto intensa: la Spagna emetterà un nuovo bond 2017 fino a 3,5Mld€, la Francia titoli a 3 e 5 anni fino a 6,5Mld€. Negli Usa, ieri occhi puntati sulle notizie in arrivo dalla Fed. In ordine cronologico è prima arrivato il discorso di Bullard (membro quest’anno non votante), il quale ha enfatizzato come la discussione sulla riduzione del piano di acquisti sarà nell’ordine del giorno già nella riunione del prossimo 18 dicembre.

Il vero mover della giornata è stato però rappresentato dalle successive minute dell’incontro Fed di fine ottobre, da cui è emersa l’aspettativa di un miglioramento del mercato del lavoro tale da consentire di ridurre il piano di acquisti nei prossimi mesi. Il rallentamento del mercato immobiliare è stato considerato in modo marginale mentre invece è emersa la percezione di impatto solo temporaneo dello shutdown. Il tasso decennale è pertanto passato da circa il 2,73% fino a circa il 2,80%. Sul fronte macro i dati sulle vendite al dettaglio di ottobre hanno confermato la buona tenuta dei consumi, a fronte di inflazione core ferma nello stesso mese. Dal fronte immobiliare, le vendite di case esistenti di ottobre sono arrivate al minimo da quattro mesi.

Valute: euro in deprezzamento verso dollaro. Hanno impattato prima le indiscrezioni di un possibile posizionamento in negativo del tasso sui depositi BCE e poi le notizie dal fronte Fed che hanno riportato l’attenzione sulla possibilità di un tapering anticipato. Questa mattina infine gli indici Pmi francesi hanno temporaneamente portato il cambio fino ad 1,34. L’area 1,35/1,36 si è rivelata pertanto un’importante resistenza. Il discorso di Draghi di oggi potrà offrire spunti importanti. Nel frattempo nel breve il primo supporto si colloca a 1,3380. Yen in deprezzamento durante la notte con il cross vs dollaro che si è riportato sui livelli massimi da quattro mesi, al di sopra della resistenza posta in area 100,50, in un contesto di apprezzamento generalizzato del biglietto verde dopo la pubblicazione dei verbali FED.

Il cambio verso euro ha invece evidenziato una certa volatilità, recuperando però dai minimi toccati ieri in area 134 dopo la notizia della possibilità di un taglio in negativo del tasso dei depositi BCE. Al momento il cambio è ritornato sopra quota 135, con la prima resistenza che si colloca in area 135,60/136. Durante la notte la riunione della BoJ si è conclusa con un mantenimento dell’attuale politica monetaria accomodante. Il governatore Kuroda nella conferenza stampa successiva ha sottolineato che al momento non è ipotizzabile parlare di un cambiamento delle manovre in corso. Sul fronte emergente, lo spostamento del focus su un possibile tapering della FED già nelle riunioni di dicembre/gennaio ha portato ad un deprezzamento generalizzato delle valute, in particolare della rupia indonesiana, che questa notte ha toccato un nuovo minimo da marzo 2009. Stabile lo yuan cinese nonostante il deludente dato preliminare del PMI manifatturiero di novembre calcolato da HSBC, attestatosi a 50,4 dal precedente 50,8.

Commodity: torna a crescere l’indice generale GSCI trainato al rialzo dal comparto energia. Nella seduta di ieri il greggio ha registrato un andamento positivo, con il brent (una delle miglior commodity della sessione) che chiude in positivo guadagnando oltre l’1% ed azzerando quasi per intero le perdite del giorno prima; stesso andamento per il WTI sebbene meno marcato. Il gas naturale Usa cresce di oltre il 3% su attese di temperature sotto la media che potrebbero portare ad una riduzione delle scorte. Al contrario, le prese di profitto hanno interessato i metalli preziosi in scia ai toni meno accomodanti della Fed; l’oro e l’argento sono così tornati sui livelli minimi di oltre quattro e tre mesi fa rispettivamente. Andamento negativo anche per i metalli industriali (ad eccezione del rame) e divergente all’interno del settore agricolo dove c’è stato un recupero del caffè (sui massimi di fine ottobre). In rialzo l’olio di palma, tornato ai massimi da settembre 2012.

Azionario: seduta di ieri tendenzialmente negativa per i listini europei in una seduta priva di spunti tranne che nell’ultima ora di contrattazione dopo la notizia (pubblicata da Bloomberg) riportante l’ipotesi di passaggio in negativo del tasso sui depositi presso BCE. I principali indici hanno comunque chiuso la seduta in calo, anche se in recupero dai minimi di giornata, ad eccezione del DAX che continua ad essere nelle ultime settimane il migliore tra i listini europei. A livello settoriale le vendite hanno colpito maggiormente i titoli del comparto telecomunicazioni ed utility, mentre in controtendenza si sono mossi tecnologici ed energetici, quest’ultimi favoriti dal rialzo delle quotazioni del greggio. In Italia, l’indice Ftsemib ha chiuso in linea con gli altri indici penalizzati dall’andamento debole di alcuni titoli del comparto bancario. In forte rialzo invece STM (+4%) dopo le parole del presidente Bozzotti su una ripresa della domanda di microchip nel corso di quest’ultimo trimestre dell’anno. In mattinata apertura in calo per i listini europei sulla scia dell’andamento negativo di Wall Street. Negli Usa, infatti, terza seduta consecutiva in calo per i principali indici in una giornata dominata dalla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione FED. Gli operatori hanno letto nelle parole del board la possibilità di un tapering anticipato.

Tutti i settori all’interno dell’indice S&P 500 hanno chiuso in calo, ad esclusione dell’health care, con le vendite maggiori sui comparti utility e telecomunicazioni. Sul fronte emergente, seconda giornata consecutiva in calo per l’indice MSCI EM penalizzato dall’andamento negativo dei listini asiatici. In controtendenza la borsa turca (+1%) in scia all’apprezzamento della lira. Durante la notte andamento negativo per tutti i listini asiatici ad eccezione del Nikkei che ha chiuso in rialzo di quasi il 2%. Il listino nipponico potrebbe essere stato favorito, oltre che dal deprezzamento dello yen, da attese di un incremento dell’investimento sull’azionario da parte degli investitori locali dopo che il fondo pensione statale ha richiesto al ministero dell’economia la possibilità di aumentare il peso degli asset rischiosi in gestione.

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