Credit Suisse: recessione Usa si, ma non subito. Puntare su azioni

27 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Negli ultimi giorni il mercato obbligazionario e azionario americano hanno inviato segnali contrastanti sull’economia. Se da una parte la Borsa americana ha ripreso a salire sull’ipotesi l’economia a stelle e strisce tenga nonostante il rallentamento, il rendimento dei Treasury decennale statunitense è sceso al di sotto di quello con scadenza a 3 mesi per la prima volta dal 2007.

Un trend, quest’ultimo che gli investitori chiamano inversione della curva dei rendimenti ed è visto come un indicatore precoce di una recessione. Si tratta dunque di indicazioni contrastanti che alimentano forti dubbi sul futuro. Ma per il Chief Investment Officer del Credit Suisse, Michael Strobaek, il mercato obbligazionario di solito è un indicatore migliore di ciò che verrà.

“Sono un grande sostenitore del mercato obbligazionario e quest’ultimo sta segnalando una combinazione di inflazione e crescita che stanno in basso”, ha detto  alla CNBC. “Stiamo davvero andando incontro a un rallentamento e una recessione”, ha detto Strobaek, chiarendo che potrebbe non essere “proprio vicina”, ma potrebbe arrivare tra 2 o 3 anni.

In quest’ottica, il mercato azionario potrebbe sperimentare una “correzione reale” nei prossimi due anni, secondo Strobaek. Per ora, la banca svizzera sta ancora cercando opportunità per comprare azioni, ha detto.

“Una mini- correzione sicuramente sarà un fattore scatenante, un altro sarebbe vedere una stabilizzazione dell’Europa e un’accelerazione della Cina”