Crac Steinhoff, quello che c’è da sapere su “nuova Enron”

20 Dicembre 2017, di Alberto Battaglia

Sulla stampa internazionale se ne parla come di un nuovo caso Enron: il competitor sudafricano di Ikea, Steinhoff, ha sperimentato un crollo azionario dell’80% nel giro di due giorni in seguito alla notifica da parte dell’azienda di irregolarità contabili risalenti al 2016. Nel frattempo si sono dimessi il presidente, il miliardario Christo Wiese, e il ceo Markus Jooste. Le “irregolarità contabili” che hanno portato alle dimissioni del ceo lo scorso 6 dicembre ammonterebbero a 6 miliardi di euro, relativi ai bilanci delle operazioni in Europa. In merito però i dettagli sono ancora fumosi. Steinhoff è una società attiva in più di 30 Paesi in tutti i continenti, con più di 12 mila negozi e 130 mila dipendenti. Colosso della grande distribuzione, le sue numerose acquisizioni sono gravitate intorno alle catene di arredamento, ma non solo (possiede anche la compagnia di autonoleggio Hertz).

 

In seguito al crollo delle azioni e del prezzo delle obbligazioni Steinhoff, Moody’s ha declassato il credit rating al livello “spazzatura”.
Al 12 dicembre Steinhoff ha debiti eccezionali per 10,7 miliardi di euro e quasi 4,8 miliardi di euro erano relativi a Steinhoff Europe AG, con sede in Austria. Il presidente dalla Bce, Mario Draghi, il quale giovedì scorso ha detto gioved’ 14 dicembre che “le perdite riportate nel caso Steinhoff sono esagerate”; va ricordato che nell’ambito del Qe le obbligazioni della società basata in Austria sono finite nel piano d’acquisti della Bce. Ancor più esposto è il maggior fondo pensione del Sudafica, Public Investment Corporation, che ha in mano una quota vicino al 10% del capitale di Steinhoff, sul quale le perdite sono state superiori al miliardo di dollari. Le banche creditrici del colosso sono poi Bank of America, Standard Bank, Citigroup, Hsbc,FirstRand e Bnp Paribas.

Nonostante i progressi compiuti sul rinnovo del debito, sarà necessario effettuare ulteriori ristrutturazioni finanziarie per evitare il collasso, fa sapere Bloomberg.