Crac mercati, Citigroup: “iniziato conto alla rovescia”

2 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Gli analisti di Citigroup hanno pubblicato l’aggiornamento sul conto alla rovescia prima dello scoppio della prossima fase ribassista di mercato e i risultati non sono incoraggianti.

Secondo lo studio dell’istituto di credito, l’economia mondiale è entrata nell’ultima fase del ciclo economico, la quarta. Equivale al punto in cui sia obbligazionario sia azionario sono entrati in un vortice al ribasso recessivo.

Come si vede bene nel grafico, gli Stati Uniti sono più avanti nella rotazione delle lancette dell’orologio rispetto all’area euro, ma entrambe le regioni sono ormai indirizzate verso la fase quattro. Nell’agosto del 2014 si trovavano entrambe nella fase tre, quella in cui l’azionario sale ma i mercati del reddito fisso scendono.

  • Come spiega Robert Buckland nella sua analisi, la fase uno inizia con la fine di una recessione. Il costo del denaro è basso ma l’azionario è ancora in calo.
  • La fase due è caratterizzata da un miglioramento di Borse e bond, che vivono una fase rialzista. L’attività creditizia favorevole favorisce una ripresa dell’economia.
  • La fase tre è un periodo particolarmente delicato. L’azionario vola ma gli spread creditizi si ampliano. Dopo mesi e mesi di forti guadagni, i Ceo delle imprese diventano spesso troppo propensi al rischio in un questo periodo e si possono formare delle bolle di asset finanziari. Le Borse vanno di corsa, ignorando i primi segnali di un deterioramento del mercato del credito.
  • La fase quattro, infine, è quella in cui l’azionario reagisce alla mancanza di credito disponibile con un ritracciamento. È il classico mercato ribassista in cui prezzi di obbligazioni e Borse scendono all’unisono.

“È solitamente associata con un calo dei profitti aziendali e un peggioramento dei bilanci aziendali”, ha spiegato Buckland.

Per questo motivo, sarà interessante vedere come si sono comportate le società più grandi del mondo nell’ultimo trimestre, in modo da poter anticipare l’ingresso definitivo nella fase quattro dei mercati, che ormai secondo la banca americana non è molto distante.