Crac banche: rimborsi più alti? Italia nella sala d’attesa Ue

7 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Si avvicina il via libera al decreto tanto atteso sul risarcimento degli obbligazionisti delle quattro banche fallite. Dopo settimane di trattative con il commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager, lo schema messo a punto con l’Europa prevede paletti molto più ampi e chiari per il rimborso che verrà elargito a chi aveva sottoscritto obbligazioni fino al limite di 100mila euro.

Il risarcimento sarà automatico solo per chi ha bruciato le sue obbligazioni dal fallimento di banca Etruria, Cassa Marche, CariFerrara e CariChieti, mentre verranno esclusi coloro i quali le obbligazioni le hanno comprate altrove, ad esempio sul mercato secondario.

Si potrà ricorrere all’arbitro o al giudice ordinario qualora gli obbligazionisti da risarcire ravvisino gli estremi della truffa. In base ai calcoli effettuati dal Tesoro per risarcire la platea dovrebbero essere sufficienti circa 200 milioni, circa il doppio di quanto messo finora a disposizione con la legge di Stabilità. Risorse che dovranno essere aggiunte con un nuovo decreto che dovrebbe essere adottato già alla fine di questa settimana, più probabilmente la prossima. Come si legge in un articolo de La Stampa:

“La Banca d’Italia ha spinto perché passasse una sorta di moratoria, e non solo per le obbligazioni: il fallimento di Cariferrara ha colpito soprattutto azionisti, i più penalizzati nella lista dei creditori. Per risarcire questi ultimi l’idea è quella di chiedere un contributo a chi si comprerà gli asset buoni della banca, sempre che nel frattempo si materializzi l’acquirente: il termine per la vendita delle quattro «good bank» slitta di settimana in settimana e secondo le indiscrezioni potrebbe essere rinviato fino a settembre”.

Intanto sul tema delle ricapitalizzazioni degli istituti di credito in difficoltà e sul problema delle sofferenze bancarie è intervenuto il numero uno dell’Abi, Antonio Patuelli secondo cui il fardello delle sofferenze che gravano nei portafogli delle banche italiane – circa 202 miliardi di euro – “non è un dato rappresentativo, perché bisogna vedere gli accantonamenti fatti”.

“Le sofferenze lorde sono 202 miliardi ma il dato non è rappresentativo perchè bisogna vedere gli accantonamenti fatti. Le sofferenze nette sono poco più di 80 miliardi, una cifra significativa ma molto minore rispetto a quella delle lorde”.

In relazione al piano del governo volto a sostenere il settore bancario, Patuelli ha affermato rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla soluzione che vede in primo piano l’azione dell’esecutivo, che:

“non è una soluzione di sistema, è di soggetti privati di mercato”, aggiungendo che “la parola sistema è portatrice di un concetto giuridico fuorviante”. A margine del Salone del Risparmio, Patuelli ha detto che si tratta di “soggetti privati di mercato che fanno una operazione che deve creare ovviamente un interesse e un ritorno per gli investitori”.

Sulla fiducia del buon fine dell’operazione:

“Vedo le dichiarazioni ufficiali. In queste ore vi sono colloqui e approfondimenti in corso. Attendiamo risultati costruttivi”.

Intanto, proprio ieri il decreto banche è diventato legge. Con un voto di fiducia il Senato ha infatti dato il via libera al provvedimento che contiene sia la garanzia statale sui crediti in sofferenza – cosiddetta Gacs – degli istituti che la riforma del credito cooperativo.

L’approvazione è avvenuta con 171 sì, 105 no e 1 astenuto. A favore Pd, Ap, verdiniani, gruppo per le autonomie e parte di Gal. Contro: M5s, Cor, Lega, Sel e Forza Italia.