Crac banche, rimborsi finalmente in arrivo? Ecco come

14 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Arriverà lunedì il nuovo decreto che prevede il rimborso degli obbligazionisti rimasti a bocca asciutta per la risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara. A dirlo il numero due delle Finanze, Enrico Zanetti intervistato da Il Corriere della Sera. I rimborsi saranno automatici solo per i piccoli risparmiatori, spiega Zanetti.

“L’operazione riguarda le persone fisiche che hanno acquistato i titoli direttamente dalle banche. Parliamo di 320 milioni di euro, non di 100 o 120 (…) A noi sta bene che sia saltato il tetto dei 100 milioni per i rimborsi. Chiedevamo il risarcimento pieno per tutti i risparmiatori truffati, o non adeguatamente informati quando hanno acquistato le obbligazioni dalle banche”.

E alla domanda se ci saranno o meno gli arbitrati, Zanetti afferma che “le singole posizioni verranno vagliate dai collegi caso per caso, salvo per i risparmiatori più piccoli per reddito e capitale investito, per i quali ci sarà un sostanziale automatismo. Stiamo definendo le soglie”.

Nel nuovo decreto ci sarà, come conferma il viceministro all’economia, da una parte l’accelerazione della procedura di recupero dei crediti in sofferenza delle banche e dall’altra la cessione dei crediti fiscali intrappolati nelle banche in liquidazione ai nuovi istituti.

“Ci sono circa 800 milioni di crediti fiscali rimasti nelle banche in liquidazione, che queste non possono più utilizzare, perché non hanno debiti fiscali da compensare. Trasferirli alle nuove banche significa alleggerire i loro bilanci, renderle più appetibili e, dunque, aumentarne il prezzo di cessione (…) Nel decreto ci saranno anche norme per accelerare il recupero dei crediti incagliati, e altre misure sono nella delega per la riforma della legge fallimentare appena arrivata alla Camera. Con questo decreto l’ambizione del governo è quella di mettere un punto. Però è chiaro che questi interventi da soli non sono sufficienti per cambiare definitivamente il modo di fare banca oggi in Italia. Serve una mentalità diversa e serve anche il coraggio di fare i conti col passato in tutti quegli istituti dove ci sono state gestioni estremamente discutibili. In questo quadro sarebbe un segnale molto positivo l’accelerazione della Commissione di inchiesta che a caldo tutti volevano e che oggi, a freddo, siamo rimasti praticamente da soli a sostenere”.