Russia approva farmaco per il trattamento del Covid

1 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Il Fondo sanitario nazionale della Russia ha approvato la somministrazione temporanea di un farmaco anti-influenzale, l’Avifavir, per il trattamento dei pazienti colpiti dal coronavirus. Secondo quanto affermato dalle autorità russe questo farmaco basato sul favipiravir, sviluppato in Giappone con il nome commerciale di Avigan, ha mostrato una riduzione nei tempi di recupero.
E’ quanto emerso dai risultati preliminari di una sperimentazione condotta su 330 pazienti, che è ancora in corso. Nel dettaglio, il 65% dei 40 pazienti finora testati ha ottenuto un tampone negativo al virus dopo cinque giorni dal trattamento, una percentuale doppia rispetto a quanto si osserva con le terapie standard.

“Avifavir è il primo farmaco russo contro il Covid-19 e ha dimostrato un’elevata efficacia nel trattamento di pazienti con coronavirus durante gli studi clinici. Avifavir ha ricevuto un certificato di registrazione dal Ministero della Salute della Federazione Russa. Pertanto, Avifavir è diventato il primo farmaco a base di favipiravir approvato per il trattamento di Covid-19 al mondo“, si afferma in una nota.  Il Fondo e il gruppo ChemRar hanno fatto sapere che 60mila dosi del farmaco Avifavir saranno consegnate entro giugno agli ospedali russi.
Alcune settimane fa erano state le autorità sanitarie cinesi a mettere in luce le potenzialità anti-Covid dello stesso principio attivo (nonostante le cautele della Fujifilm, la società giapponese che ha sviluppato il farmaco Avigan).

“E’ un grande, grande passo avanti. Crediamo che ci siano solo due farmaci antivirali veramente efficaci, e sono il remdesivir, fatto dagli Stati Uniti e questo favipiravir che sta promettendo molto bene”, ha detto a Cnbc il ceo del Fondo sanitario nazionale russo, Kirill Dmitriev.
Il fatto che la Russia abbia approvato temporaneamente la somministrazione del farmaco prima della conclusione dei testa, ha affermato Dmitriev, dovrebbe essere visto come un “grosso rischio” che il Paese si è assunto, la cui esperienza sarà utile anche al resto del mondo. Pertanto, ha affermato, Dmitriev, la Russia dovrebbe essere vista come “un player positivo”:

“Penso che sia importante cooperare per molti paesi”, ha detto il ceo del Fondo sanitario russo, “non c’è dubbio che avremo successo solo se condivideremo le nostre informazioni con gli altri Paesi, ricevendo le nostre informazioni da altri Paesi, il Giappone è stato un ottimo partner e solo lavorando insieme possiamo davvero affrontare questo problema”.