Ocse: il Covid aggraverà gli squilibri dei sistemi pensionistici

8 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

“Il Covid-19 aggrava alcune” delle sfide che già attanagliavano i sistemi pensionistici nel mondo sviluppato “e ne aggiunge di nuove”. Secondo quanto scrive l’Ocse nel suo rapporto annuale sulle pensioni, “oltre alla probabilità che la crescita economica, i tassi di interesse e i rendimenti rimarranno bassi a lungo nel futuro, la crisi sanitaria ed economica aumenta il rischio che i cittadini non siano in grado di risparmiare abbastanza per la pensione”.

Sostenere le promesse fatte sul reddito da pensione nel contesto attuale”, sottolinea l’Ocse, “aumenterà la pressione sulle finanze pubbliche già messe a dura prova dai cambiamenti demografici”. E questo anche perché la pandemia, avendo ridotto l’occupazione, produrrà un calo sostanziale delle entrate fiscali.

A ciò si aggiunge anche il fatto che gli effetti del Covid “hanno ridotto il livello di attività nei piani di risparmio pensionistico nel primo trimestre del 2020”, con il rischio che le persone “diano la priorità ai loro bisogni a breve termine rispetto al loro benessere a lungo termine, cogliendo tutte le opportunità disponibili a sospendere, ridurre o posticipare i contributi e ritirare anticipatamente i propri asset previdenziali”.

Anche per questo, scrive l’Ocse “i decisori politici dovrebbero garantire che le persone continuino a risparmiare per la pensione e che evitino di vendere i propri asset materializzando così le perdite di valore”. In questo scenario, “l’accesso anticipato al risparmio previdenziale dovrebbe essere una misura di ultima istanza basata su circostanze eccezionali individuali”.

Sistemi pensionistici, Ocse: non dimenticare i precari

“La sostenibilità e l’adeguatezza dei sistemi pensionistici implica anche la garanzia che i lavoratori con forme di lavoro non standard abbiano l’opportunità di risparmiare per la pensione” si legge nell’editoriale allegato al Pensions Outlook 2020.

“Questa popolazione diversificata, che comprende i dipendenti part-time e temporanei, lavoratori autonomi e lavoratori informali [in nero Ndr.], ha un accesso più limitato ai regimi pensionistici pubblici e privati e accumula diritti pensionistici inferiori rispetto ai dipendenti a tempo pieno a tempo indeterminato. I responsabili politici devono prendere in considerazione misure mirate, tra cui la facilitazione dell’accesso ai piani di risparmio pensionistico, l’offerta di prodotti di risparmio pensionistico dedicati o ibridi”.