COVID-19, top manager di banche e industria rinunciano a bonus e stipendi

1 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Sono sempre più numerosi i top manager che, in piena emergenza coronavirus, hanno deciso di rinunciare a bonus e compensi per devolvere la somma in iniziative sociali o come gesto di solidarietà nei confronti dei dipendenti, dopo lo stop alle attività.

Gli ultimi in ordine temporale ad aver fatto sapere di voler rinunciare all’intero bonus per l’anno 2020 sono stati i dirigenti di Unicredit.

L’importo equivalente, come si legge in una nota del comitato remunerazione della banca,  sarà  “devoluto a UniCredit Foundation per sostenere iniziative sociali”.

Il comitato ‘ha apprezzato e condiviso la decisione del management come segno di responsabilità in considerazione dell’impatto sull’economia europea dell’epidemia di Covid-19 e dell’evoluzione ancora incerta che si avrà nei prossimi mesi’.

Prima di Unicredit, una mossa analoga era arrivata da Intesa San Paolo. Il ceo Carlo Messina ha comunicato che donerà un milione del suo bonus per combattere l’epidemia da Covid-19. I 21 top manager del gruppo a suo diretto riporto – tra cui quelli di Fideuram e San Paolo Invest – faranno analoghe donazioni a sostegno di specifiche iniziative sanitarie, per un totale di circa 5 milioni di euro dei rispettivi bonus riconosciutigli dal sistema incentivante 2019.

Non solo banche ma anche moda e industria

Gli esempi non mancano anche nel settore dell’industria. Ieri Consiglio di Amministrazione di Tod’s, che ha deciso di non distribuire il dividendo in considerazione del peggioramento dello scenario globale dell’epidemia da COVID-19, ha comunicato di voler destinare l’1% dell’utile netto consolidato ad iniziative di solidarietà.
Non solo. Il Presidente e VicePresidente del Gruppo, Diego e Andrea Della Valle, hanno inoltre deciso di rinunciare ai loro compensi per l’esercizio 2020.

Un taglio ai compensi anche è stato reso deciso anche dai top manager di FCA. Il presidente John Elkann e il consiglio di amministrazione di Fca “hanno deciso all’unanimità di rinunciare in toto al proprio compenso da qui alla fine del 2020”.

Sempre in FCA, l’amministratore delegato di Fca, Michael Manley in una lettera inviata ai propri dipendenti ha annunciato il taglio dei suoi emolumenti del 50% per tre mesi:

“Proteggere la salute finanziaria  dell’azienda è responsabilità di tutti, a partire naturalmente da me e dal team di leadership. Al fine di raggiungere questo obiettivo e per evitare una riduzione del personale nel secondo trimestre, dal mese di aprile e per i prossimi tre mesi ridurrò il mio stipendio del 50% e i membri del Group Executive Council (Gec) ridurranno il loro del 30%”.