Corsa sportelli a Porto Rico in vista di controlli capitale

7 Aprile 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Il governo del Porto Rico, in crisi di liquidità, ha firmato un decreto che consentirà alle autorità di dichiarare una moratoria sui pagamenti dei debiti arretrati.

In una mossa politica simile a quella vista già in Grecia, la legge appena firmata dà al governo di Alejandro García Padilla la libertà di imporre controlli di capitale alla travagliata banca dello sviluppo nazionale, la Government Development Bank (GDB). La liquidità scarseggia presso le casse dell’istituto, che aveva appena 560 milioni di dollari rimasti il primo aprile, secondo quanto si evince dallo stesso decreto legge.

La misura ha spinto i cittadini ad andare a prelevare in massa i loro soldi dagli sportelli bancari. L’unica cosa su cui Porto Rico può contare ora è un piano di salvataggio esterno garantito dagli Stati Uniti. Mentre il governo di Washington riflette sul da farsi, stanno finendo i soldi del 51esimo stato americano (per l’esattezza è uno stato libero associato agli Stati Uniti, in ogni caso non sovrano).

Come scrive la testata nazionale Caribbean Business, dopo il decreto sui controlli di capitale il governatore dell’isola caraibica García Padilla intende ricorrere a un ordine esecutivo con effetto immediato per poter fare entrare in vigore la legge sulla moratoria il prima possibile.

Risparmi tutelati non impediscono corsa sportelli

Perché tanta fretta? Il governo portoricano, secondo quanto riferito da diverse fonti al giornalista  del quotidiano caraibico, teme che le amministrazioni locali e altre entità pubbliche chiederanno presto di prelevare i fondi che detengono nella banca, il che metterebbe ulteriormente a repentaglio la sostenibilità delle operazioni della GDB.

Non essendo uno stato sovrano, Puerto Rico non può ricorrere a un prestito del Fondo monetario internazionale. Fortunatamente per i portoricani, i risparmi dei cittadini sono tutelati dall’autorità statunitense che garantisce i depositi bancari (FDIC).

Il governo, una piccola isola dei Caraibi con 3,6 milioni di abitanti, è in crisi finanziaria da qualche anno. L’anno scorso è emerso come i debiti dello Stato satellite americano ammontassero a 72 miliardi di dollari. Il governo ha annunciato che non sarebbe riuscito a rimborsare i suoi creditori. L’obiettivo della moratoria decisa dall’amministrazione Padilla è quella di rinviare di una decina di anni i pagamenti dovuti, in modo da poter investire nella creazione di ricchezza e di posti di lavoro.

Fonte: Caribbean Business