Coronavirus: titoli più a rischio

28 Gennaio 2020, di Alberto Battaglia

L’epidemia di coronavirus, iniziata nella città cinese di Wuhan, ha già fatto 106 vittime accertate nel Paese,  con altre 4.500 persone che al momento risultano infette (dato aggiornato a martedì 28 gennaio). Sebbene meno letale del virus dell’influenza Sars, che si era diffuso nel 2002-03, il coronavirus sembra particolarmente contagioso e può essere trasmesso anche da soggetti che non hanno ancora sperimentato i sintomi della malattia (che risultano simili a quelli dell’influenza comune).
La possibilità che le drastiche misure di sicurezza messe in campo dalle autorità cinesi possano colpire fortemente i consumi interni e l’arrivo di turisti dall’estero ha destato forti timori sulle ripercussioni che l’epidemia potrebbe avere sull’economia globale. Nella giornata di lunedì 27 gennaio il mercato azionario statunitense ha registrato la seduta più negativa dallo scorso ottobre, mentre in Europa il contraccolpo è stato ancor più forte: Piazza Affari ha ceduto il 2,31%.

Quali sono i titoli più colpiti in questa fase

I titoli azionari che si sono rivelati più sensibili agli sviluppi dell’epidemia nel territorio cinese sono stati i seguenti:

  • Settore turistico: a New York i crescenti timori di contagio e gli inviti ufficiali da parte delle autorità americane a non visitare la Cina, se non strettamente necessario, hanno colpito vari titoli legati al turismo nel Paese. Wynn Resorts e Las Vegas Sands, entrambe società legate al gioco d’azzardo nel territorio cinese di Macao, hanno chiuso la giornata di lunedì 27 gennaio con cali, rispettivamente nell’ordine del 4% e del 7%. Anche Disney, che in Cina ha forti interessi legati ai due grandi parchi a tema di Hong Kong e Shanghai, ha subito un duro colpo dovuto all’aspettativa che nei prossimi giorni la popolazione eviterà i luoghi particolarmente affollati.
  • Trasporti: anche le compagnie aeree legate ai voli a lungo raggio hanno subito un forte contraccolpo, per via del ridotto volume di viaggiatori che nelle prossime settimane si dirigeranno in Cina: Delta ha perso il 3,8% nel solo giorno del 27 gennaio, American airlines il 5,4%.
  • Titoli legati all’andamento dei prezzi dell’energia: a livello più globale, il calo del petrolio dovuto alle aspettative di una domanda globale più moderata ha colpito, di conseguenza, i titoli più legati all’oro nero. In Italia, ad esempio, la seduta di lunedì 27 gennaio ha colpito duramente Saipem (-2,68%) e Tenaris (-5,01%).
  • Lusso: Sul listino italiano sono stati in particolare i grandi nomi del lusso, il cui volume d’affari in Cina risulta importante, a subire le maggiori conseguenze. Il timore qui, è che le restrizioni alla circolazione delle persone per fini di incolumità pubblica possa danneggiare i consumi (in particolare quelli ritenuti meno necessari). Si spiega così la diffidenza verso titoli come Moncler e Salvatore Ferragamo, che lunedì 27 gennaio hanno ceduto oltre il 4%.