Coronavirus, Natixis: “Sui mercati l’inversione di tendenza potrebbe essere rapida”

24 Marzo 2020, di Alberto Battaglia

Le misure di politica economica e monetaria potranno mitigare gli effetti della crisi economica prodotta dal coronavirus, ma è impossibile al momento avere una previsione accurata di quello che sarà l’impatto sul Pil. Resta la durata della crisi sanitaria l’elemento cruciale (e più incerto) in ogni esercizio di previsione sull’andamento futuro dei mercati.
Dave Lafferty, Chief Market Strategist di Natixis Investment Managers, ha provato a riunire gli elementi attualmente a disposizione in una nota di commento, della quale riportiamo alcuni passaggi.

Le difficoltà nella previsione

“Quando traccio una traiettoria del possibile impatto sulla crescita e sul Pil, le possibilità sono sorprendentemente ampie”, ha scritto Lafferty, “con modifiche limitate, le prospettive di crescita possono passare da una ‘lieve recessione’ a una ‘grave depressione’.
Il Pil degli Stati Uniti nel secondo trimestre sembra si attesterà su una flessione tra l’8% e il 12%, ha aggiunto Lafferty, “mi aspetto che il recupero sia un po’ più lento rispetto alla maggior parte delle stime, più ‘U’ e meno ‘V’”.

Una risposta che può solo mitigare effetti negativi

“Le principali Banche centrali hanno svolto il proprio compito. Portare i tassi allo 0% e stampare denaro fino ai limiti del possibile è stata la parte facile. La parte difficile è fornire l’accesso ai fondi, mantenendo le banche e i loro clienti liquidi”, ha proseguito Lafferty, “in teoria sembra facile, ma in pratica come si fa a mettere la liquidità nelle mani dei consumatori e delle imprese? Mentre monitoriamo la risposta monetaria e fiscale, è importante ricordare che, indipendentemente dalla loro efficacia, queste politiche non daranno comunque un impulso alla crescita economica, ma semplicemente mitigheranno le perdite economiche”.

Le prospettive per il mercato azionario

“Il VIX”, l’indice che misura il timore degli investitori rispetto alla volatilità del mercato nei successivi 30 giorni, “rimane su livelli molto elevati, ma negli ultimi giorni è leggermente sceso dai picchi recenti”.
Al momento è vicino a quota 55; lo scorso 16 marzo si era arrivati a 82 punti. “Ciò lascia presupporre che la fase dolorosa non sia terminata, ma che le più marcate flessioni sui mercati azionari forse sono già alle spalle. Il sentiment è negativo, ma ben lontano dai livelli di wash-out”.

Per quanto riguarda le prospettive per il mercato azionario a breve termine, “gli investitori dovrebbero aspettarsi un ulteriore calo” anche se “ci stiamo rapidamente avvicinando a valutazioni che sembrano interessanti”, ha affermato Lafferty, “se si riesce a sopportare la volatilità, si può iniziare a rivalutare gradualmente un’esposizione agli asset di rischio”.

Secondo il chief market strategist di Natixis il rimbalzo dei mercati potrebbe essere, nel momento in cui si verificherà, assai repentino. “La velocità del ritmo delle perdite e la condizione temporanea propria della pandemia fanno sì che l’inversione di tendenza del mercato possa essere rapida. Questo potrebbe rappresentare un rimbalzo molto difficile da cogliere. Invece di tirare a indovinare quando si toccherà il fondo”, ha concluso, “meglio tornare in posizione un po’ in anticipo piuttosto che un po’ in ritardo”.