Coronavirus, il piano del Governo per la seconda ondata. I livelli di Rt da monitorare

13 Agosto 2020, di Massimiliano Volpe

Per far fronte ad una seconda ondata di contagi da coronavirus nei mesi autunnali il Governo ha messo a punto un piano di azione al fine affrontare la possibile emergenza nel migliore dei modi. I due grandi punti interrogativi, per capire l’andamento della curva dei nuovi positivi, saranno le aperture delle scuole a settembre e la stagione autunnale.

Il piano è raccolto in un documento di 20 pagine elaborato dal ministero della Salute che prevede quattro possibili scenari e le misure da adottare per ciascuno di essi dal titolo «Elementi di preparazione e risposta a Covid-19 nella stagione autunnale e invernale»

L’allarme scatterà secondo un meccanismo di intervento adattato alla gravità della situazione riscontrata in relazione all’evoluzione dell‘indice di trasmissibilità Rt (letto “erre con ti”) che varia su base settimanale. Questo indice rappresenta il numero medio delle infezioni prodotte da ciascun individuo infetto dopo l’applicazione delle misure di contenimento della pandemia di Covid-19.

I possibili scenari previsti dal ministero sono:

1) Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto ad oggi, con Rt regionali sopra soglia di 1 per periodi limitati (inferiore a 1 mese) e bassa incidenza, nel caso in cui la trasmissibilità non aumenti sistematicamente da qui alla fine dell’estate;

2) Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1.25. A partire da questi livelli verranno introdotte misure di contenimento/mitigazione straordinarie già utilizzate con successo nelle prime fasi;

3) Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1.25 e Rt=1.5 ed in cui si riesca a limitare solo modestamente il potenziale di trasmissione del Covid-19;

4) Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1.5 per periodi lunghi (almeno 1 mese).

In questo ultimo caso, scatterebbero le misure di contenimento più drastiche (quindi nuovi lockdown) anche se localizzate ai territori dove l’infezione risulta più vasta e fuori controllo, ritornando ai sistemi di prevenzione ordinari e già adottati in passato. «Verranno valutate le misure già adottate con successo nella fase più intensa dell’epidemia, proporzionate alla gravità della situazione contingente» precisa il documento del ministero.