Coronavirus: governo vara il decreto “Cura Italia”. Ecco le misure in campo

17 Marzo 2020, di Alessandra Caparello

“Mettiamo in campo 25 miliardi di denaro fresco e attiviamo flussi per 350 miliardi: è una manovra economica poderosa”.
Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte presentando il decreto “Cura Italia” con le misure economiche per rispondere all’emergenza sanitaria del coronavirus. Il capitolo, “che vale più di 10 miliardi”, riguarda il sostegno all’occupazione, la difesa del lavoro e del reddito “affiché nessuno perda il posto di lavoro a causa del coronavirus”.

Le misure a sostegno dei lavoratori

E’ stata la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, a indicare che le risorse previste ammontano a 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga.
In particolare quest’ultima che andrà a coprire anche le imprese con un solo dipendente.
Assegno una tantum per i lavoratori autonomi, stagionali e sospensione dei contributi previdenziali, per queste categorie.
Viene esteso il congedo parentale a 15 giorni con una retribuzione al 50% e un voucher baby-sitter da 600 euro.
Estesi da 3 a 12 giorni i permessi della legge 104, per il periodo marzo-aprile.
Divieto di licenziamento per i prossimi due mesi mentre per i lavoratori in quarantena, il periodo di astensione dal lavoro viene equiparato alla malattia.

Stop alle rate dei mutui

Via libera alla sospensione delle rate di mutui e dei prestiti “sia con il potenziamento del Fondo di garanzia, sia con il meccanismo del Fondo Gasparrini per la sospensione delle rate dei mutui dei lavoratori autonomi, o di chi ha perso il lavoro, sia con una garanzia pubblica che può consentire al sistema bancario di sospendere le rate dei prestiti o di estendere i finanziamenti”.

Infine è stato confermato il rinvio degli obblighi fiscali e la sospensione dei versamenti di tributi e contributi al 31 maggio “per le imprese che fatturano fino a 2 milioni” e anche oltre questo limite per le categorie colpite direttamente dalla crisi (turismo, trasporti, ristorazione, cinema e teatri, sport, istruzione, fiere ed eventi).