Coronavirus, Goldman Sachs prevede crescita zero per gli Stati Uniti nel 2020

16 Marzo 2020, di Alberto Battaglia

Mentre a Wall Street si prevede per le borse una nuova apertura pesante in avvio di settimana, in seguito alle nuove restrizioni annunciate in varie parti del Paese per contenere la diffusione del coronavirus, anche le prospettive economiche generali iniziano a deteriorarsi significativamente.
E’ quanto rileva la banca d’affari Goldman Sachs nelle sue ultime previsioni: nei primi due trimestri del 2020 la pandemia e le misure di contenimento colpiranno duramente la crescita del Pil statunitense portando il bilancio di fine anno a zero: crescita invariata. La precedente previsione del capo economista di GS, Jan Hatzius, si attestava su un tasso di crescita dello 0,7% per il primo trimestre.

Le stime aggiornate, ora, vedono a zero il tasso di crescita relativo al primo quarto del 2020 e a -5% la contrazione nel secondo. Goldman Sachs, comunque, intravede un robusto recupero nella seconda metà dell’anno.

Una brusca frenata nei primi due trimestri

La contrazione dell’economia sarà dovuta, secondo Hatzius, non solo al calo dei consumi, ma anche a “significative interruzioni nelle catene di fornitura”. “Prevediamo che le attività economiche statunitensi si contrarranno bruscamente nel resto di marzo e per tutto il mese di aprile, poiché i timori dei virus porteranno i consumatori e le aziende a ridurre le spese di viaggio, per l’intrattenimento e i pasti al ristorante”, ha dichiarato Hatzius in una nota ai clienti diffusa domenica.

“Pur con la politica monetaria e fiscale che si stanno muovendo bruscamente verso lo stimolo … queste interruzioni e la crescente ansia pubblica nei confronti del virus probabilmente porteranno a un forte deterioramento dell’attività economica nel resto di marzo e per tutto aprile”, ha aggiunto il capo economista di GS.

Al momento il coronavirus ha colpito oltre 2.900 persone negli Stati Uniti – nelle ultime ore anche la città di New York ha dovuto adottare misure drastiche per rallentare la diffusione dei contagi, attraverso la chiusura di ristoranti, dei bar e delle scuole. A livello nazionale, inoltre, il divieto di viaggio è stato esteso anche al Regno Unito e all’Irlanda, dopo la stretta sugli altri Paesi europei annunciata nei giorni scorsi.