Coronavirus: gli aiuti messi in campo dall’Europa

27 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Assicurare le forniture necessarie ai nostri sistemi sanitari, difendere i posti di lavoro, dare un sostegno alle imprese. Sono numerosi gli obiettivi delle iniziative messa in campo dalla Commissione europea per affrontare la crisi economica e sanitaria legata alla diffusione del coronavirus.

Vediamo nel dettaglio le misure più importanti (aggiornate al 24 aprile), come risulta dal sito della rappresentanza in Italia della Commissione europea:

Sostegno diretto ai sistemi sanitari nazionali

Il 2 aprile la Commissione europea ha proposto di sostenere direttamente i sistemi sanitari degli Stati membri dell’UE, mobilitando 3 miliardi di euro dal bilancio dell’UE, con la possibilità di contributi supplementari da parte degli Stati membri e soggetti privati.

Consiglio europeo del 23 aprile

Nella riunione del Consiglio europeo del 23 aprile, i leader degli Stati membri hanno approvato il pacchetto da € 540 miliardi proposto dall’Eurogruppo (composto da 100 miliardi SURE, 200 miliardi BEI e 240 miliardi MES) e hanno affidato alla Commissione il compito di definire le caratteristiche e il volume di un Recovery Fund (che potrebbe valere tra i 1000 e 2000 miliardi di euro) inteso a mitigare le conseguenze economiche della pandemia. La Commissione dovrebbe presentare entro il 6 maggio la sua proposta.

Il Bazooka della BCE

A fine marzo la Banca Centrale Europea ha varato il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), il nuovo programma da 750 miliardi di euro finalizzato all’acquisto di titoli di stato, per aiutare i 27 Paesi UE a sconfiggere l’emergenza economica innescata dal coronavirus.

Stop al patto di Stabilità

A seguito della proposta della Commissione europea di attivare la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, i ministri delle finanze dell’UE hanno convenuto di sospendere i limiti di spesa per i bilanci nazionali per dare ai paesi dell’UE spazio sufficiente per combattere la pandemia di coronavirus.

È pertanto sospesa la regola che prevede che il disavanzo di bilancio di un paese rimanga entro il 3% del PIL.

Flessibilità della disciplina per gli aiuti di stato

Il 19 marzo la Commissione ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus.

Le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato consentono eccezionalmente agli Stati membri di agire in modo rapido ed efficace per sostenere i cittadini e le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, che incontrano difficoltà economiche a causa dell’epidemia di COVID-19.

Il 22 marzo la Commissione europea ha approvato le misure italiane di aiuti pari a 50 milioni di euro per sostenere la produzione e la fornitura di dispositivi medici, come i ventilatori, e di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza.

Il quadro temporaneo è stato modificato per la prima volta il 3 aprile, aumentando le possibilità di sostegno pubblico alla ricerca, sperimentazione e produzione di prodotti rilevanti per combattere l’epidemia di coronavirus, proteggere i posti di lavoro e sostenere ulteriormente l’economia.

Il 9 aprile, la Commissione europea ha inviato agli Stati membri per consultazione un progetto di proposta per estendere ulteriormente la portata del quadro temporaneo.

Il 14 aprile la Commissione ha approvato un regime di aiuti previsto dall’Italia a sostegno dei lavoratori autonomi e delle imprese con un massimo di 499 dipendenti che risentono dell’emergenza coronavirus.

37 miliardi per la lotta al coronavirus

Su proposta della Commissione europea, 37 miliardi di euro nell’ambito della politica di coesione sono stati destinati alla lotta contro il coronavirus e ai sistemi sanitari, imprese e lavoratori colpiti dall’emergenza. Tra 6 e 10 miliardi (calcoli ancora in corso) andranno a beneficio dell’Italia.

Cassa integrazione europea

Il 2 aprile la Commissione europea ha proposto SURE, uno strumento di solidarietà di 100 miliardi di euro per aiutare i lavoratori e le imprese in difficoltà. Attraverso SURE, verranno erogati prestiti garantiti dagli Stati membri.

Liquidità alle imprese

1 miliardo di euro sarà riorientato dal bilancio dell’UE come garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti, al fine di incentivare le banche a fornire liquidità a PMI e imprese a media capitalizzazione. I finanziamenti così mobilitati, per un totale di circa 8 miliardi di euro, permetteranno di aiutare almeno 100 mila PMI europee e imprese a media capitalizzazione.

Moratoria dei debiti

La Commissione europea provvederà a fornire sospensioni dei debiti ai debitori colpiti dalla crisi.

Fondo di solidarietà

La Commissione Ue propone di estendere l’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà dell’UE includendo la crisi della sanità pubblica, al fine di mobilitarlo in caso di necessità per gli Stati membri più duramente colpiti. Nel 2020 sono disponibili fino a 800 milioni di euro.

Fondo di adeguamento alla globalizzazione

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione potrebbe anch’esso essere mobilitato per sostenere i lavoratori autonomi e chi ha perso il lavoro alle condizioni stabilite nel regolamento vigente e futuro. Nel 2020 sono disponibili fino a 179 milioni di euro.

Fondi per le start up innovative

C’è un budget di 164 milioni a disposizione di Start Up e imprese tecnologiche che progettino idee innovative per rispondere all’emergenza Covid-19.

Fondi a sostegno della ricerca

Già attribuiti 47,5 milioni di euro per ricerca, diagnosi, trattamenti, sostenendo 18 progetti focalizzati sul coronavirus che coinvolgono 136 gruppi di ricerca in tutta Europa. Altri 90 milioni di € sono stati stanziati per l’iniziativa di innovazione medica (IMI) con l’industria farmaceutica