Cop26: il cambiamento climatico aspetta oltre 100 leader al varco

21 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

L’appuntamento è fissato a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre: sarà questa la cornice della 26esima Conferenza sul clima (Cop26), che vedrà riuniti oltre cento leader mondiali per affrontare assieme la sfida del cambiamento climatico. Con l’assenza, però, del leader del primo Paese per emissioni di CO2, Xi Jinping.

Gli ultimi studi condotti dalla Nazioni Unite e dall’Agenzia internazionale dell’energia hanno mostrato come il pianeta sia ancora lontano dal raggiungere il target fissato a Parigi, ossia un riscaldamento di 1,5 gradi rispetto all’era pre-industriale. Ai capi di Stato saranno richiesti nuovi impegni “di peso”, ha anticipato il primo ministro britannico, Boris Johnson, che assumerà le funzioni di padrone di casa.  “E’ un impegno enorme da parte di tutto il Regno Unito”, ha detto il premier britannico, “ogni parte del Regno Unito sta lavorando insieme. Dobbiamo guidare il mondo per far sì che tutti si impegnino a raggiungere le emissioni nette a zero entro il 2050”.

“Attualmente siamo sulla strada per un mondo più caldo di almeno 2,7°C entro la fine del secolo – e questo solo se i paesi rispettano tutti gli impegni che hanno preso”, ha ammonito l’attivista Greta Thunberg, in un intervento sul Guardian, “attualmente non sono neanche lontanamente vicini a farlo”.

L’attuale crisi energetica è, per alcuni, un’occasione per accrescere il consenso intorno alla transizione verde e alle energie rinnovabili – è questa, ad esempio, la posizione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Per altri restringere l’offerta e la produzione di gas e petrolio renderà crisi come quella attuale più probabili, in una costosa e probabilmente impopolare transizione – che comunque non si realizzerebbe dall’oggi al domani

Sul sito ufficiale della Cop26 l’obiettivo numero uno dei negoziati è il seguente: “Ad ogni Paese chiediamo di presentare obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni entro il 2030 che siano allineati con il raggiungimento di un sistema a zero emissioni nette entro la metà del secolo. Per raggiungere questi obiettivi ambiziosi, ciascun Paese dovrà:

  • Accelerare il processo di fuoriuscita dal carbone
  • Ridurre la deforestazione
  • Accelerare la transizione verso i veicoli elettrici
  • Incoraggiare gli investimenti nelle rinnovabili“Per raggiungere i nostri primi due obiettivi, i Paesi sviluppati devono mantenere la loro promessa di mobilitare almeno 100 miliardi di dollari l’anno in finanziamenti per il clima entro il 2020”.