Conti pubblici: manovra sempre più una realtà

22 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Peggiora la situazione economica e dei conti pubblici in Italia. A renderlo noto il Def, il Documento di Economia e Finanze 2016 che il Governo guidato dal premier Matteo Renzi presenterà entro il 20 aprile prossimo.

Ed è dai numeri che emergono dal documento che sembra concretizzarsi – come riporta Il Corriere della Sera –una possibile manovrina per aggiustare i conti in corso d’anno anche se il vero problema è far quadrare gli stessi conti con la manovra 2017.

Da qui la necessità di trovare 15 miliardi per evitare che scatti il tanto temuto aumento Iva dal 1 gennaio 2017. 15 miliardi a cui si aggiungerebbero altri 8 miliardi e mezzo di Pil per un totale di 24 miliardi.

Lo scorso anno il Governo al fine di far passare il suo piano economico a Bruxelles, puntò su un drastico calo del deficit nel 2017 che grazie alla crescita del Pil sarebbe calato del’1,1% e dal 2,2% del 2016. Due parametri che andranno rivisti considerando anche che il deficit quest’anno viaggia verso il 2,5% e il Pil stimato dall’Ocse all’1% nel 2016 contro l’1,% previsto dal Premier Renzi e un rialzo del deficit 2016 all’1.5-2%.

“Di conseguenza il pareggio strutturale di bilancio slitterà. In questa prospettiva la Commissione europea deciderà a maggio se dare il via libera a tutta la flessibilità che il governo italiano si è presa oppure se bocciare la manovra. Il che, soprattutto se il debito pubblico non dovesse scendere, aprirebbe la porta a una procedura d’infrazione”.

Ma sia il premier che il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan frenano, affermando che non ci sarà alcuna manovra d’aggiustamento e nel 2017 i conti pubblici torneranno a posto grazie alla spending review da una parte e al taglio delle tasse, IRES in testa dall’alta.

Intanto oggi è atteso da parte dello stesso Padoan il Position paper dell’Italia sulla nuova politica necessaria all’Europa per consolidare l’Unione europea e rilanciare la crescita in cui sembra che non si sarà più posto per il Fiscal compact.