Costi conti correnti, da ottobre una nuova batosta

29 Settembre 2017, di Daniele Chicca

Altre cattive notizie per i risparmiatori italiani già alle prese con ritorni da investimento e rendimenti da fame. Dal primo ottobre sono attesi nuovi rincari per i conti correnti. Un ottavo circa delle banche presenti sul territorio nazionale, si appresta a inserire nuove spese per prelievi e operazioni effettuate alle sportello, offrendo alla clientela una ragione in più per passare alle banche online.

Il portale dell’ufficio legale Studio Cataldi stima che si potrebbero raggiungere i 4 euro “per un’operazione allo sportello” e i 2 euro invece “per l’invio dell’estratto conto e a 35 euro per l’apertura di un conto online dalla filiale fisica”.

Sarebbe una bella batosta per i correntisti, che vedrebbero aumentare i costi variabili per i prelievi di contanti e per alcuni movimenti allo sportello e per tutte le utenze domiciliate in banca. Il costo dei bonifici in filiale è rimasto di 3 euro, mentre quello costo dei bonifici online è di zero euro. Per l’estratto conto cartaceo, invece, rispetto a tre anni fa c’è stata una diminuzione di 10 centesimi.

Nemmeno i conti correnti online delle principali banche italiane, che sulla carta sembrano la scelta ideale per essere al riparo da cattive sorprese, saranno risparmiati. Chi sinora si illudeva di avere uno strumento a zero spese fisse o a canone zero dovrà rivedere i propri piani.

“Per la banche attive con le loro offerte di conti correnti prevalentemente sul web, le variazioni di costo riguarderanno “ogni utenza domiciliata, prelievo Atm (ossia dal bancamat) su propria banca, altra banca e prelievo in un altro paese” dell’Unione Europea scrive sempre studiocataldi.it.

Quello dell’aumento dei costi dei conti correnti non è un fenomeno solo recente. Nei cinque mesi conclusisi ad agosto i costi dei conti correnti sono aumentati in media del 4% se si prende ad esempio la gamma di dieci prodotti offerti dalle grandi banche italiane (Bnl, Credem, Cariparma, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi, Mps, Banco Bpm, Banca Carige e le Poste. Rispetto al 2013 i costi per le famiglie con operatività media sono aumentati di ben il 22% da 115 a 140 euro.