Conti correnti ai raggi X: controlli non risparmiano nessuno

8 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Davanti al fisco siamo tutti uguali. I controlli sui movimenti del conto corrente valgono per autonomi e imprese e l’Agenzia delle Entrate può procedere anche nei confronti di un lavoratore dipendente nonostante questi percepisca mensilmente, dal datore di lavoro, uno stipendio fisso.

Così una sentenza della Corte di Cassazione che ha rigettato, come riporta Italia Oggi, il ricorso di un lavoratore dipendente che aveva dovuto fare i conti con un accertamento fiscale proprio sul conto corrente. Il dipendente si era immediatamente difeso affermando che la sua posizione era al riparo dalla “presunzione” per cui i versamenti non giustificati sarebbero stati tracciati come entrate in nero.

“Non assume alcuna rilevanza la sua qualifica soggettiva di lavoratore dipendente, autonomo o imprenditore, dato che la presunzione legale relativa (…) trova applicazione anche a soggetti diversi dagli imprenditori e dai lavoratori autonomi in virtù della portata generale del disposto normativo”.

E’ la sentenza della Cassazione (Cass. ord. n. 104/19 del 4.01.2019) che mette nel mirino anche i dipendenti.  I giudici di legittimità hanno così evidenziato che la norma sui controlli dei conti correnti espressamente non si rivolge solo ad imprese e professionisti, con la conseguenza che, essendo di portata generale, è applicabile anche al lavoratore dipendente. La Suprema Corte nella sua decisione ha poi ricordato che la presunzione derivante dalle indagini bancarie trasferisce sul contribuente l’onere della prova: spetta al dipendente difatti dimostrare in modo analitico l’estraneità di ciascun movimento rispetto a fatti imponibili.