Conto corrente, cosa è l’Indicatore dei costi complessivi (ICC)

27 Settembre 2020, di Massimiliano Volpe

Novità per i correntisti italiani. Con le nuove norme sulla trasparenza bancaria è stato introdotto di recente l’Indicatore dei costi complessivi (ICC) che mostra il costo indicativo annuo del conto di pagamento, espresso in euro, e sostituisce il vecchio Indicatore sintetico di costo.

L’ICC è il nuovo strumento di confronto tra le varie proposte utile per coloro che vogliono aprire un nuovo conto di pagamento e valutare quello più adatto alle proprie esigenze.

Per facilitare i cittadini nella comprensione di questo nuovo indicatore l’Abi ha predisposto una infografica (clicca qui per scaricarla)  dal titolo “Conti di pagamento: con il nuovo indicatore dei costi complessivi è ancora più facile confrontare e scegliere”,  che mira a rappresentare in modo chiaro e immediato in cosa consiste il nuovo indicatore, quali sono gli aspetti di interesse per i cittadini e le principali novità intervenute, specificando i documenti in cui è possibile reperire tale indicatore.

Indicatore dei costi complessivi (ICC), a cosa serve

Il nuovo indicatore è utile a chi vuole aprire un conto di pagamento, per confrontare le diverse proposte ed i relativi ICC per il profilo di utilizzo, e quindi per individuare la tipologia di offerta più adatta alle proprie esigenze.
E’ utile anche per consultare e approfondire le informazioni disponibili sui documenti informativi dei conti o direttamente presenti sui siti delle banche.
Infine, per chi ha già un conto, facilita la consultazione del Riepilogo delle spese di fine anno contenente sia le spese sia l’ICC. Consente di confrontare le spese effettivamente sostenute nel corso dell’anno con l’ICC e quindi di valutare se la tipologia di conto scelto sia ancora in linea con il proprio profilo di operatività e corrispondente alle proprie esigenze.

Da cosa è composto l’ICC

L’ICC permette di confrontare il costo dei conti di pagamento offerti delle banche per diversi profili di operatività, come individuati dalla Banca d’Italia in base ai modi ‘standard’ di utilizzo dei conti da parte della clientela (cioè al numero e tipo di operazioni svolte annualmente, allo sportello e online):

• 6 profili per i conti ‘a pacchetto’ cioè che a fronte di un canone annuo, includono un determinato tipo e numero di operazioni;
• una tipologia per i conti chiamati ‘a consumo’, cioè il cui costo è direttamente collegato al numero di operazioni effettuate.

Come utilizzare l’ICC

Al momento della scelta del rapporto da sottoscrivere, l’ICC, offrendo un confronto più rapido ed immediato dei costi applicati sui diversi conti correnti offerti dalla Banca, permette di scegliere quello che ritiene più adatto alle proprie esigenze di utilizzo attraverso alcuni semplici passi:

1. Identificare, tra i sei profili di utilizzo dettagliati, il profilo maggiormente rispondente all’operatività che si presume di effettuare sul conto;
2. Verificare che i conti correnti tra cui sta scegliendo presentino un ICC associato al proprio profilo di utilizzo;
3. Confrontare l’ICC tra i diversi conti correnti per individuare quello più conveniente.

A parità di prodotto l’ICC potrà variare anche sensibilmente tra un profilo di utilizzo e l’altro, a seconda di:
– numero di operazioni effettuate;
– tipologia di operazioni effettuate;
– tipologia di canale utilizzato;
– servizi/prodotti collegati al conto (carta di debito, carta di Credito, deposito titoli, ecc.)

In quali documenti viene riportato l’ICC

La banca indica l’ICC del conto nel Documento informativo sulle spese (il cosiddetto FID, dall’inglese ‘Fee Information Document’) un documento sintetico che include i servizi più rappresentativi collegati al conto di pagamento e nel Riepilogo delle spese di fine anno (il SOF, dall’inglese ‘Statement of Fees’).
Il primo viene fornito dalla banca assieme al Foglio informativo del Conto e al documento di sintesi, il secondo assieme all’estratto conto.