Consultazioni, Mattarella cerca il premier: i “tecnici” in lizza

7 Maggio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) –  Nuovo giro di consultazioni oggi al Colle dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà trovare qualcuno che traghetti Parlamento e Paese verso nuove elezioni.

Gli incontri cominceranno alle 10 e termineranno dopo le 18. Il Capo dello Stato è chiamato a disbrigare la matassa che si è creata all’indomani delle elezioni. Se da una parte si vorrebbe mantenere il premier uscente Paolo Gentiloni, dall’altra sono tanti i nomi di tecnici che vengono fuori nelle ultime ore per ricoprire il ruolo di premier.

Alessandro Pajno, presidente di sezione del Consiglio di Stato, Sabino Cassese illustre giurista, fino a Ignazio Visco, governatore di Bankitalia e Tito Boeri, presidente Inps. Ma non solo: altri nomi in campo sono quello del presidente della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi e la sua vice, Marta Cartabia, e anche l’ex ministra della Giustizia, Paola Severino, attuale preside della Luiss.

Sul fronte dei possibili candidati premier di un eventuale governo di tregua, in cima alle classifiche figura anche il nome di Carlo Cottarelli, già commissario alla spending review. Come ministri possibili si fa anche il nome di Tito Boeri, attuale presidente dell’INPS, e di Luigi Zingales, professore di Economia dell’Università Chicago Booth già candidatosi in Italia nelle file del partito di Oscar Giannino con idee liberali e abbastanza critiche del progetto dell’euro.

Nel frattempo però Matteo Salvini porge nuovamente la mano al Movimento Cinqte Stelle.

“Ribadisco l’invito a M5S come fare insieme un governo a tempo per fare poche cose e bene”.

Questo il leader del Carroccio chiederà al presidente Sergio Mattarella come ha anticipato in conferenza stampa a Milano. Il segretario della Lega ha indicato la durata del prossimo governo entro dicembre per approvare una nuova legge elettorale e scongiurare l’aumento Iva.

Mercati ancora solidi, unità centro destra traballa

Dal canto suo Luigi Di Maio per la prima volta pubblicamente invita Matteo Salvini a scegliere un nome terzo, “politico”, per un governo M5s-Lega: unica condizione, che Silvio Berlusconi deve starne fuori. Una condizione che apre la possibilità all’ennesimo scontro all’interno del centro destra.

Secondo l’Ansa, tuttavia, i partiti del centro destra dovrebbero riuscire a rimanere uniti nelle consultazioni odierne e rifiuteranno in coro l’opzione di formazione di un “governo a interim” come un Gentiloni bis. 

WisdomTree Europe sottolinea che nonostante lo stallo politico i mercati in Italia rimangono solidi. Chris Gannatti, Head of Research del gestore puntualizza infatti che l”l’Italia ha registrato una delle performance azionarie più elevate di tutti i mercati dell’area euro. L’indice MSCI Italy, valutato in euro, è in crescita di oltre il 10,5% da inizio anno e non ha ancora evidenziato una tendenza al ribasso a breve termine legata alla crisi politica. Per dare un’idea della portata di questa evoluzione, nello stesso periodo l’indice MSCI EMU è aumentato di meno del 2%“.

In termini di settori, è in ogni caso importante considerare prima di tutto i financials, che sono aumentati di quasi il 15% da un anno all’altro, rispetto all’incremento di appena circa il 2% registrato dal resto dell’Eurozona nello stesso periodo. Interessanti anche i rendimenti dei titoli di Stato italiani. Sui BTP a 10 anni italiani, abbiamo rilevato una leggera tendenza al rialzo, con un rendimento finale intorno all’1,5% – e questo in un periodo in cui il corrispettivo negli Stati Uniti si aggira intorno al 3,0%. Nell’ultimo anno, ciò si posiziona in una fascia molto bassa del range, lontano dal massimo di circa il 2,3%, a dimostrazione del fatto che gli investitori, anche se preoccupati, non lo stanno dimostrando con il loro atteggiamento verso i titoli di Stato italiani“.

“Nonostante sia impossibile dire con certezza per quanto tempo il mercato italiano possa continuare a resistere di fronte alla situazione di stallo politico – conclude Gannatti – finora i mercati sono stati abbastanza solidi. Una delle ipotesi presentate è che l’Italia sia un mercato guidato da realtà locali molto più della Germania e, dato che l’euro ha performato piuttosto bene, le imprese italiane potrebbero essere meglio preparate. In effetti, è possibile che la situazione politica dell’Italia abbia contribuito in misura maggiore a indebolire l’euro piuttosto che a danneggiare il mercato italiano, almeno finora“.