Consulenti finanziari: cresce lo stress tra i professionisti Usa

27 Agosto 2019, di Alessandra Caparello

Investire può essere stressante lo sa bene fin troppo bene chi ha detenuto azioni e obbligazioni durante la crisi finanziaria del 2008. Ma nulla in confronto allo stress che vivono coloro che aiutano gli investitori ad orientarsi sui mercati, i consulenti finanziari.

Secondo un sondaggio realizzato da Financial Planning Association insieme a Janus Henderson e Investopedia, i consulenti sono in realtà ancora più stressati rispetto agli investitori. Quando è stato chiesto di valutare il livello di stress nella loro vita, il 71% dei consulenti intervistati ha dichiarato di avere uno stress moderato (34%) o elevato (37%), rispetto al 63% degli investitori. Inoltre, i consulenti ritengono che la loro situazione stia peggiorando. Il 28%  di loro ha dichiarato di sentirsi più stressati rispetto a 12 mesi fa, e il 44% si sente più stressato rispetto a cinque anni fa. I numeri sono significativamente più bassi per gli investitori, il 34% dei quali ha dichiarato di essere più stressato rispetto a cinque anni fa.

Come ha sottolineato Michael Futterman, responsabile del Knowledge Labs Professional Development di Janus Henderson, non si sa con certezza perché, ma i livelli di stress per i consulenti stanno aumentando. Alla domanda se ritenessero che la riduzione dello stress avrebbe avuto un effetto positivo nella loro vita professionale o personale, l’84% degli intervistati è stato molto e fortemente d’accordo. Almeno un consulente intervistato inoltre ha citato la compressione degli onorari, la riduzione dei margini e l’aumento della concorrenza come fattori di stress per la loro carriera.

“Un enorme fattore di stress per i consulenti è l’incertezza sulla propria situazione finanziaria”, ha detto Futterman che suggerisce che i consulenti debbano essere tanto intenzionali e metodici nel costruire le loro attività quanto lo sono nell’aiutare i clienti nella pianificazione finanziaria.

Lo stress è un concetto soggettivo si sa, che dipende in gran parte dalla persona che lo sperimenta. Può motivare qualcuno ad affrontare le sfide e raggiungere gli obiettivi o al contrario può debilitarli ed essere fonte di ansia negativa. L’indagine inoltre ha rilevato una forte connessione tra lo stress inteso in senso negativo e l’incapacità di raggiungere gli obiettivi.
Percentuali molto piccole di consulenti sottoposti “ad alto stress” ritengono di aver raggiunto i loro obiettivi sia in relazione alle loro attività lavorative che alla loro vita personale rispetto ai consulenti “a basso stress”. Quando è stato chiesto quali fattori hanno impedito loro di raggiungere i loro obiettivi, quelli citati più frequentemente sono stati la cattiva gestione del tempo (35%) e la “mia personale mentalità” (33%). Certo è che lo stress va e viene come ha sottolineato Janet Briaud, Chief Investment Officer e partner di Briaud Financial Advisors.

“Si può perdere un genitore; si può perdere un cliente; i figli possono deludervi o qualcuno vi dice qualcosa di brutto. Lo stress non viene da ciò che ci succede, ma da come pensiamo”.

L’importante, dice l’esperto, è come si reagisce allo stress. Non c’è una soluzione unica per i consulenti che si sentono sopraffatti dallo stress negativo. Un suggerimento utile in tal senso arriva da Kimberly Bridges, vicepresidente senior e direttore della pianificazione finanziaria per BOK Financial secondo cui “ognuno deve trovare soluzioni che funzionino per loro”. L’esperta sottolinea come in un anno ha vissuto eventi molti stressanti come cambio lavoro, trasferimento, vendita di casa. Il segreto è affrontare tutto con positività.

“Ho vissuto tante cose ma ho visto tutto questo come stress positivo e come qualcosa che mi motiva ad affrontare nuove sfide”.