Confartigianato: nel 2018 irreperibili quasi 1,2 milioni di lavoratori

12 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Nel 2018 le imprese hanno avuto difficoltà a reperire quasi 1,2 milioni di lavoratori sia per scarsità di candidati sia per competenze insufficienti.
A renderlo noto Confartigianato secondo cui l’allarme carenza di manodopera riguarda anche i giovani under 30. Lo scorso anno le imprese non hanno potuto assumerne 352.420, pari al 27,8% del fabbisogno.

Digitale e laurea i due fattori difficili da reperire

Guardando alle piccole imprese, queste nel 2018 non hanno potuto assumere 836.740 persone, di cui 245.380 sono giovani under 30. In Italia, dice l’associazione, mancano soprattutto professionalità in ambito digitale e dell’Ict.
Lo scorso anno le imprese hanno ricercato 48.800 giovani, tra analisti, progettisti di software e tecnici programmatori.

Le competenze digitali sono le più richieste da quasi il 60% delle imprese. Poi il titolo di studio. Le imprese hanno difficoltà a reperire soprattutto i laureati in ingegneria industriale (55,5%, pari a 5.750 persone difficili da reperire), a seguire laureati in indirizzo scientifico, matematico e fisico (54,7%, pari a 3.370 persone introvabili sul mercato del lavoro), ingegneri elettronici e dell’informazione (52,4%, pari a 7.480 unità) e i diplomati in informatica e telecomunicazioni (50,4%, pari a 9.930 unità).

 “I piccoli imprenditori puntano sempre di più sull’innovazione”, ricorda Damiano Pietri, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato. “In un anno i nostri investimenti in ricerca e sviluppo sono aumentati del 28,9%, ma molti progetti rischiano di bloccarsi per carenza di personale qualificato.
Siamo al paradosso – conclude Pietri – con un tasso di disoccupazione dei giovani under 30 al 23,9%, non riusciamo a reperire giovani da inserire in azienda. Bisogna risolvere il corto circuito di due mondi che non si incontrano”.