Con Neufund la blockchain incontra l’economia reale

8 Giugno 2018, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Matteo Oddi

Per alcuni le criptovalute e la tecnologia su cui sono basate, la blockchain, sono poco più di una moda passeggera e un’opportunità per gli speculatori, con poca o nessuna rilevanza nell’economia reale.

Eppure non mancano gli esempi di realtà imprenditoriali che hanno lanciato il guanto di sfida a questa prospettiva. Ne è un esempio Neufund, startup berlinese che vuole fungere da ponte fra l’ecosistema dell’industria blockchain e le imprese tradizionali. Queste ultime, attraverso la piattaforma di Neufund, “possono tokenizzare una parte delle loro azioni” e raccogliere fondi lanciando “una quasi-IPO su blockchain”.

Abbiamo parlato con Agnieszka Sarnecka, VP Venture della società, della differenza tra l’approccio di Neufund e le tipiche ICO, dell’espansione della startup a Malta, soprannominata “l’isola Blockchain” e dello scetticismo intorno alla token economy.

MATTEO ODDI: Qual è la differenza principale tra il processo di raccolta fondi di Neufund e le ICO comuni?

AGNIESZ SARNECKA: La differenza principale è che le ETO (Equity Token Offering) di Neufund sono pienamente legali e vincolanti. Questo non si può dire della maggior parte delle ICO condotte finora. In genere le ICO sono in qualche modo riservate alle imprese basate sulla blockchain e guardano principalmente agli investitori in criptovalute. In questo modo non vi è alcuna possibilità di ingresso per le imprese e gli investitori classici. Il nostro meccanismo di raccolta fondi combina entrambi i mondi e consente a tutti gli inventori di creare e, a tutti gli investitori di sostenere, i progetti in un processo trasparente e affidabile.

MO: Il vostro token, Neumark (NEU), consente agli utenti di impegnare capitale nella piattaforma Neufund e permette inoltre ai detentori di beneficiare dei ricavi e del portafoglio della piattaforma. Avete in programma di ampliare ulteriormente il suo ruolo in futuro?

AS: Non del tutto. Neufund è una piattaforma di proprietà della comunità con un modello economico in cui gli investitori sono ricompensati con token NEU per aver investito nelle Equity Token Offering. Per investire nelle ETO gli investitori usano l’Euro o l’Ether. Una volta che un investitore ha investito in un progetto sulla piattaforma e ha ricevuto i token NEU come bonus, diventa comproprietario economico dell’intera piattaforma.

Con i token NEU è possibile richiedere una quota di tutti i ricavi generati da Neufund. È come investire sul Nasdaq e con questo diventare co-proprietario del Nasdaq stesso e quindi avere i proventi di tutti i profitti che fa.

MO: Può darci alcuni aggiornamenti sull’avanzamento delle vostre operazioni a Malta? Sul vostro subreddit avete sottolineato che la vostra sede centrale rimarrà in Germania e che sull’isola vi occuperà di progetti diversi.

AS: Attualmente stiamo consigliando al governo maltese su come creare un quadro regolatorio in merito alla tecnologia del ledger distribuito (DLT) che aiuterà le aziende a far progredire la crescita e la scalabilità delle loro attività in modo più rapido, sicuro e stabile. Sapere cosa succederà domani non è ovvio nell’ecosistema delle criptovalute e queste regole servono a risolvere questo problema. Siamo molto entusiasti di questo progetto e rimaniamo in stretto contatto con Malta sui prossimi sviluppi.
Stiamo lavorando anche ad altri progetti, ma al momento non possiamo rivelare alcuna informazione al riguardo.

MO: Voi siete dei forti sostenitori della decentralizzazione e della token economy. Recentemente l’economista Nouriel Roubini, famoso anche per il suo scetticismo verso le criptovalute, ha affermato che un tale scenario sarebbe “totalmente inefficiente”, perché “se ogni azienda accetta solo token per i suoi beni o servizi, non ci sarà modo per le persone di sapere come confrontare i prezzi”. Qual è la vostra opinione al riguardo?

AS: Lo scenario in cui ognuno ha i propri token ci porta alla domanda di fondo: che cos’è esattamente un token? Si tratta di un titolo, di un prodotto/servizio o di una valuta? Rispondere a questa domanda definirà l’uso dei token.
Credo che Nouriel si riferisca agli utility token emessi lo scorso anno in innumerevoli ICO e concordo sul fatto che pochissimi modelli commerciali richiedano i propri utility token o la propria valuta crittografica. Ciò mette a repentaglio l’efficienza del mercato.

Anche se siamo forti sostenitori della decentralizzazione, non crediamo di star scoprendo l’acqua calda e stiamo adottando un approccio razionale. La nostra idea di fondo è quindi quella di creare dei token universali che rappresentino delle azioni, un concetto consolidato che esiste nell’economia da centinaia di anni, e di rendere questo processo disponibile per ogni tipo di azienda.