Commissione Ue: “Italia grida tanto ma è europeista”

12 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

“L’Italia è un Paese profondamente europeista anche se con l’attuale governo “è difficile restare pazienti quando gridano tanto”. Così fonti della Commissione Europea all’agenzia di stampa Askanews sui rapporti tra Roma e Bruxelles.

“Noi restiamo molto ´cool’. Siamo sempre stati al suo fianco, il presidente Juncker è amico dell’Italia, e questo non cambia”.

Intanto il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker pronuncia il discorso sullo stato dell’Ue a Strasburgo dove si votano anche le sanzioni contro l’Ungheria di Orban sul caso immigrazione  per violazione dello Stato di diritto.

“Non penso che siamo alla vigilia di una catastrofe come quella della prima guerra mondiale, tuttavia dobbiamo ricordarci di essere felici perchè viviamo in un continente di pace grazie all’Unione europea: per questo dobbiamo rispettarla meglio, difendere il nostro modo di essere e di vivere (…) ‘Si’ al patriottismo che non è rivolto contro gli altri, no al nazionalismo che respinge e detesta gli altri, che distrugge, cerchiamo invece soluzioni che ci permettano vivere insieme. Mai più la guerra, dicevano i nostri ‘padri fondatori’, ciò per noi è un faro, dobbiamo essere vigili (…) E’ necessario rispettare l’Unione Europea. Non ricorriamo ad un nazionalismo che cerca capri espiatori e cerca di distruggerli invece di farci coesistere in modo migliore”.

Il numero uno della Commissione ha anche sottolineato come gli sforzi da compiere sono tanti.

“Le sfide esterne si moltiplicano, non possiamo mollare la presa per costruire un’Europa più unita e più forte. Gli allargamenti per me restano successo, abbiamo conciliato geografia e storia, ma restano sforzi da fare (…) Dobbiamo definire in modo definitivo l’adesione dei paesi dei Balcani occidentali altrimenti gli altri si assumeranno compito di dare forma ai nostri vicini. L’Europa deve restare un continente di apertura e tolleranza, non sarà mai una fortezza in un mondo che soffre, non sarà mai un’isola, resterà multilaterale, il pianeta non appartiene a pochi”.