Ue accende fari su otto banche: “cartello su titoli di stato”

1 Febbraio 2019, di Mariangela Tessa

Dopo lo scandalo sul tasso Libor, la Commissione europea è tornata ad indagare su possibili cartelli nel mercato bancario. L’organo esecutivo comunitario ha annunciato oggi di avere aperto una indagine contro otto banche, di cui non ha fatto il nome.

Le banche si sarebbero accordate nelle contrattazioni sul mercato obbligazionario tra il 2007 e il 2012, (cioè nel pieno della crisi finanziaria e della successiva crisi del debito), “per distorcere la concorrenza nell’acquisto e nello scambio di titoli di Stato europei”.

Nel dettaglio,  la Commissione  – in una nota specifica – che alcuni trader delle banche si sono scambiati informazioni sensibili dal punto di vista commerciale e hanno coordinato strategie di trading su bond denominati in euro, soprattutto tramite chatroom online.

“La Commissione è preoccupata che, in diversi periodi tra il 2007 e il 2012, le otto banche abbiano partecipato a uno schema collusivo finalizzato a distorcere la competizione nell’acquisto e nel trading di titoli governativi”, si legge nel comunicato.

“I trader delle banche si sono scambiati informazioni sensibili dal punto di vista commerciale e si sono coordinati sulle strategie di trading. Questi contatti avrebbero avuto luogo principalmente — ma non esclusivamente — attraverso chatroom online”.

In un precedente caso, l’organo antitrust europeo in dicembre ha accusato Deutsche Bank, Credit Agricole, Credit Suisse e un quarto istituto di far parte di un cartello sui bond, citando anche in quell’occasione l’utilizzo di chatroom da parte di operatori.

Se sarà dimostrata la violazione delle regole antitrust europee, le banche potrebbero ricevere multe fino al 10% del loro giro d’affari complessivo.