Commercio Usa, scoppia guerra civile tra i Repubblicani

13 Marzo 2017, di Alessandra Caparello

WASHINGTON (WSI) – Una vera e propria guerra civile è scoppiata alla Casa Bianca portando ad un incontro di fuoco, come ha riferito un funzionario, allo Studio Ovale a Washington. Un incontro che vede da una parte i nazionalisti economici vicini a Donald Trump e dall’altra i moderati professionisti provenienti da Wall Street.

A capo delle due fazioni lo stratega Steve Bannon e il consulente al commercio di Trump Peter Navarro e dall’altra Gary Cohn, ex dirigente di Goldman Sachs e a capo del National Economic Council del presidente.

Ad accendere gli animi proprio la figura di Peter Navarro, un protezionista nel senso più antico del termine che spinge per la politica di rimpatrio delle produzioni negli Usa. Navarro è criticato soprattutto perché di recente ha mosso pesanti accuse alla Germania  di Angela Merkel che sfrutterebbe un euro grossolanamente sottovalutato. In altri termini per  Navarro la debolezza dell’euro dà a Berlino un vantaggio in termini commerciali.

Inoltre il protezionista ha definito il deficit di 65 miliardi con la Germania uno dei problemi più gravi per Washington. Se dalla Germania è il ministro Schäuble a respingere con forza le accuse sul sovrappiù di export “made in Germany” finito nel mirino degli americani, è in patria che le critiche a Navarro si fanno più feroci, tanto che molti suoi colleghi all’interno del partito repubblicano stanno pensando bene di emarginarlo, accusandolo di essere poco preparato in materia.

Ciò che ha irritato i repubblicani è l’episodio avvenuto il mese scorso di un briefing a porte chiuse che Navarro avrebbe fatto con altri senatori per discutere sull’agenda commerciale del presidente Trump.

Navarro non risponde, né tantomeno lo fa la Casa Bianca che si affida ad un laconico commento di un portavoce:

“Gary Coihn e Peter Navarro sono entrambi nel team economico del presidente e stanno lavorando insieme per mettere in atto l’part e tutelare i lavoratori americani e far crescere le imprese”.