Economia

Comitato francese boccia il Ceta: carente su ambiente e salute

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A meno di due settimane dall’entrata in azione del Ceta, il trattato di libero scambio fra Ue e Canada, il Comitato di esperti francese incaricato di vagliarne gli effetti ha dato oggi (8 settembre) il suo responso. E il trattato non ne è uscito bene. Nato lo scorso 5 luglio, il Comitato francese, composto da esperti in materia di ambiente, diritto e salute, è stato formato con il compito di suggerire alcuni emendamenti all’accordo, il cui iter di approvazione si era già rivelato una corsa ad ostacoli.
Il Ceta, secondo quanto scritto dal Comitato, “non dà la priorità alla salute o all’ambiente” e manca di impegni vincolanti in tal senso.

Gli emendamenti proposti dal gruppo di esperti saranno presentati al parlamento francese il 13 settembre, con poco tempo per agire, visto che l’entrata in vigore del Ceta (in massima parte: il 90% delle disposizioni) è fissata per il 21 settembre. Per il momento il premier francese Edouard Philippe non ha fatto sapere quale seguito avranno le conclusioni del Comitato. I tempi non giocano a favore di eventuali correzioni di rotta, ha sottolineato la direttrice generale di Foodwatch, Karine Jacquemart.
Appena pochi giorni fa, il 6 settembre il Belgio aveva sollevato ufficialmente dei dubbi su un altro aspetto del Ceta: l’istituzione delle dispute arbitrali Stato-impresa (Isds). Tale questione è stata sottoposta alla Corte di Giustizia europea, affinché si esprima sulla compatibilità della procedura con la legge Ue. Attraverso l’istituzione di questo genere di dispute, l’impresa ha la possibilità di contestare la condotta degli stati, se questi ultimi danneggiano i propri investimenti transnazionali, di fronte a una corte terza. E di chiedere un risarcimento. Questo elemento del Ceta (presente in molti trattati di libero scambio come garanzia nei confronti degli investimenti) rientra, comunque, fra quelli che prevedono l’autorizzazione dei parlamenti nazionali, prima che possa entrare in vigore.