Come la piccola Estonia è diventata leader nell’hi-tech

5 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Quando l’Estonia ha conquistato l’indipendenza nel 1991, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, meno della metà della sua popolazione aveva una linea telefonica e il suo unico collegamento con il mondo esterno era un telefono cellulare finlandese nascosto nel giardino del ministro degli esteri.

Due decenni più tardi, l’Estonia è diventata uno dei leader mondiali nella tecnologia. Skype, Hotmail e Kazaa sono stati sviluppati nel Paese baltico e nel 2007 è divenuto il primo a tenere una votazione on-line per un elezione generale.

Detiene inoltre il record di start-up per persona e il 95% della popolazione effettua la presentazione della dichiarazione dei redditi on-line. Questo perché richiede solo cinque minuti.

La domanda allora è: Come ha fatto il più piccolo stato baltico a svilupparsi e ad evolversi così rapidamente?

L’Economist spiega che nel 1992 il Primo Ministro dell’Estonia, Mart Laar, con il suo governo, molto giovane, età media 35 anni, decise di attuare parecchie riforme che portarono ad una moneta solida, privatizzazioni e libero scambio. Nuove imprese potevano essere così registrate senza intoppi o ritardi e questo portò all’arrivo di parecchia gente dall’estero.

Poco dopo la Finlandia passò ai collegamenti telefonici digitali e offrì all’Estonia quelli analogici, ormai vecchi. Rifiutarono la proposta, creandosi invece un sistema digitale di loro iniziativa, passando così dal non avere niente al possedere una tecnologia all’avanguardia.

Ma la spinta non si fermò qui. Nel 1998 tutte le aule delle scuole erano già dotate di computer e in grado di connettersi ad internet. Nel 2000 il governo dichiarò che l’accesso ad internet era un diritto umano e il web si diffuse ovunque con la connessione Wi-Fi che diventò la normalità.

Comparvero così moltissimi nuovi investitori estoni, una nuova classe sociale, che negli ultimi anni ha fatto decine di milioni di euro.

Oggi Tehnopol, un polo di attività a Tallin, ospita più di 150 aziende tecnologiche.

Secondo la World Bank più di 14 mila nuove imprese sono state registrate in Estonia nel solo 2011, il 40% in più del 2008. Le industrie ad alta tecnologia rappresentano oggi circa il 15% del PIL del Paese.

Come si potrebbe allora seguire l’esempio estone? Toomas Ilves, Presidente della Repubblica del paese baltico, pensa che “anche se è antipatico da dire”, l’unico modo sia qeullo di “fare quello che abbiamo fatto noi. L’istruzione ad esempio è un fattore molto importante. L’anno scorso abbiamo annunciato un programma chiamato Proge Tiiger, per insegnare in cinque anni le basi della codificazione”.

“Negli Anni 80 tutti volevano fare la rockstar, ora invece, i tempi sono cambiati, e tutti vogliono diventare imprenditori”.