Per capire come, dove e perché risparmiano e investono gli italiani la compagnia assicurativa Cnp Assicura (nella foto il direttore commerciale Paolo Fumo) ha realizzato, in collaborazione con BVA Doxa, l’Osservatorio Investitori 2025. Uno sguardo approfondito sulle tendenze e le propensioni degli italiani, rivelando un quadro in evoluzione influenzato da fattori economici, tecnologici e sociali. La ricerca, condotta a marzo 2025 attraverso 2.402 interviste web ha coinvolto diversi profili di risparmiatori in relazione alla loro capacità di risparmio: Mass, Upper Affluent e Private.
Le finalità dell’investimento e i prodotti preferiti
Le principali finalità di investimento degli italiani sono legate più a esigenze di protezione che di accrescimento del patrimonio in senso stretto. Secondo la ricerca la principale motivazione che spinge ad investire è quella legata alla necessità di accumulare un tesoretto per far fronte a spese impreviste (44% del totale). Ma non solo, l’investimento è finalizzato anche per gestire le spese legate alla cura e all’assistenza (20%). C’è poi la volontà di pensare al futuro dei propri eredi (18%) e per realizzare progetti personali in futuro (18%).
Tra i prodotti finanziari, le polizze vita di risparmio/investimento/previdenza sono le più diffuse tra tutti i segmenti di risparmiatori (60% del totale le detiene attualmente), seguite dai fondi comuni (49%) e dai titoli di Stato (44%). Seguono i titoli azionari (38%). Gli investimenti sostenibili e responsabili (SRI) sono attualmente sottoscritti dal 22% del totale degli investitori, con una quota significativa tra i Private (58%). Le criptovalute sono detenute attualmente dal 14% del campione totale.
Tra le caratteristiche che deve presentare l’investimento quella più ricercata dagli italiani è la sicurezza del capitale investito (39% del totale), seguita dalla stabilità del rendimento (21%) e la ricerca di rendimenti elevati anche con un certo grado di rischio (11%). Quest’ultima caratteristica è apprezzata soprattutto dalla clientela di tipo Private (24% dei casi) e meno da quella Mass (8%).
Autonomia e fiducia nelle scelte finanziarie
Un dato interessante emerge riguardo alle decisioni finanziarie e assicurative: l’82% del campione si affida infatti a banche o consulenti finanziari per la gestione dei propri investimenti. Solo il 18% degli italiani afferma di prendere decisioni in modo autonomo e con piena consapevolezza.
Per quanto riguarda l’interesse per argomenti di informazione e analisi finanziaria, i dati del 2025 indicano che il 77% degli investitori Mass, il 73% degli Upper Affluent e ben l’86% dei Private si dichiarano interessati o molto interessati. La categoria Private mostra anche il più alto livello di interesse nel 2025, con un notevole 93% di investitori molto o abbastanza interessati, superando i dati del 2024.
Investimenti responsabili più diffusi tra i Private
Quando si tratta di capire cosa è importante in un investimento, i criteri variano tra i diversi segmenti. Gli investimenti socialmente responsabili (SRI) sono considerati come un aspetto importante, in particolare per gli Upper Affluent (19% li considerano al primo posto) e i Private (24% al primo posto), anche se per i Mass la percentuale è inferiore (8%). Il 52% degli intervistati sceglie l’investimento socialmente responsabile solo a parità di rendimento (52% per Mass, 57% per Upper Affluent, 43% per Private). Solo il 20% sceglie l’investimento SRI anche se dovesse rendere di meno (19% per Mass, 21% per Upper Affluent, 31% per Private).
L’ascesa dell’online e dell’intelligenza artificiale
L’interesse degli italiani verso gli investimenti online è in crescita. Il 47% degli investitori Mass, il 56% degli Upper Affluent e il 51% dei Private si dichiara propenso a operare online per la gestione dei propri investimenti in futuro.
Infine, l’intelligenza artificiale sta guadagnando attenzione anche nel mondo del risparmio e degli investimenti. Il 22% dei Mass, il 29% degli Upper Affluent e il 32% dei Private dichiara di seguire molto o abbastanza le notizie sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Interessante notare che il 47% del campione totale sarebbe disposto a sottoscrivere investimenti basati su suggerimenti forniti da un’intelligenza artificiale, con i Private che mostrano la maggiore apertura (57%). La preferenza per la gestione di una piattaforma di intelligenza artificiale per investire si divide tra le banche e le società di gestione, con il 39% dei Mass e il 50% degli Upper Affluent che preferirebbero una piattaforma digitale gestita da quest’ultima opzione.