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Come investire in Btp? La guida completa

Tra gli strumenti di investimento più popolari e apprezzati nel panorama italiano, i BTP sono titoli obbligazionari, a medio-lungo termine, che sono emessi dallo Stato italiano e sono rimborsabili in un’unica scadenza. Considerati a basso rischio, sono uno strumento di investimento molto in voga tra i piccoli risparmiatori.

Ma come si acquistano? Come funzionano? Quali sono i vantaggi ma anche i rischi che si corrono investendo in BTP? Facciamo il punto.

Cosa sono i BTP

Il Ministero dell’Economia dispone regolarmente l’emissione sul mercato interno di otto categorie di Titoli di Stato, che possono essere sottoscritti sia dagli investitori privati sia dagli istituzionali.

  1. Buoni Ordinari del Tesoro (Bot)
  2. Certificati di Credito del Tesoro (Ccteu)
  3. Buoni del Tesoro Poliennali (Btp)
  4. Buoni del Tesoro Poliennali Green (BTP Green)
  5. Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione europea (Btp€i)
  6. Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione italiana (Btp Italia)
  7. Buoni del Tesoro Poliennali step-up riservati agli investitori retail (BTP Futura)
  8. Buoni del Tesoro Poliennali riservati agli investitori retail (BTP Valore)

I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) sono titoli di debito (obbligazioni) a medio-lungo termine emessi dal Dipartimento del Tesoro (Ministero dell’Economia e delle Finanze) con cedola fissa pagata semestralmente.

Si tratta in sostanza di un prestito fatto dal risparmiatore allo Stato italiano: quando scade il BTP, lo Stato provvederà poi a rimborsare il capitale iniziale, a cui vanno poi aggiunti gli interessi corrisposti attraverso il pagamento di cedole che sono per lo più a cadenza semestrale.

I Btp riservati ai risparmiatori italiani

Negli ultimi anni il ministero dell’Economia ha lanciato tre nuove categorie di Btp riservate ai risparmiatori italiani. Si tratta di titoli che presentano cedole di importo crescente, per i Btp Italia legate all’andamento dell’inflazione mentre per i Btp Valore e Futura sono predeterminate al momento dell’emissione. Vediamoli nel dettaglio.

BTP Italia

Il BTP Italia, lanciato per la prima volta nel marzo 2012, è un titolo di Stato che offre rendimenti crescenti al crescere del tasso di inflazione nazionale. Sia le cedole, pagate semestralmente sia il capitale, la cui rivalutazione viene anch’essa corrisposta semestralmente, si adeguano nel corso della vita del titolo in base all’andamento dell’inflazione italiana, misurata dall’Indice nazionale dei prezzi al consumo (FOI) con esclusione dei tabacchi.

I BTP Italia presentano cedole semestrali e una durata stabilita di volta in volta mediamente pari a sei anni. Per questi titoli, ideati e dedicati, anche se non in maniera esclusiva, all’investimento dei risparmiatori individuali è previsto un premio fedeltà per chi gli acquista in collocamento e li mantiene fino alla scadenza.

-Leggi anche: BTP Italia, conviene davvero comprarlo?

BTP Valore

II BTP Valore è la famiglia di titoli di Stato riservata esclusivamente ai risparmiatori individuali, con cedole periodiche crescenti fissate all’emissione e un premio finale extra di fedeltà riservato a chi avrà acquistato il titolo all’emissione e lo avrà detenuto fino a scadenza. Gli ultimi collocamento sono stati caratterizzati da una durata di 5-6 anni e dal pagamento di cedole trimestrali.

-Leggi anche: BTP Valore, quali obbligazioni rendono di più e perché?

BTP Futura

I BTP Futura sono titoli di Stato che presentano cedole crescenti nel tempo, calcolate sulla base di tassi prefissati all’emissione che aumentano nel corso della vita del titolo, secondo il meccanismo cosiddetto “step up”. Questi titoli presentano cedole semestrali e una durata medio lunga, e sono destinati esclusivamente ai risparmiatori italiani. Anche per il Btp Futura è previsto un premio fedeltà per chi gli acquista in collocamento e li mantiene fino alla scadenza. Sono nati nel 2020 con l’obiettivo di supportare l’economia nazionale: i suoi proventi sono interamente utilizzati per finanziare i provvedimenti adottati dal Governo per sostenere la crescita del Paese e affrontare l’emergenza da Covid-19.

-Leggi anche: Risparmiatori italiani e BTP: emissioni Italia, Futura e Valore a confronto

Come investire in BTP

Ci sono due diverse modalità per investire in BTP: acquisto all’asta in emissione o successivamente sul mercato secondario.

Acquisto all’asta

I Btp vengono emessi con scadenze varie che sono da 18 mesi a 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni. Sono offerti tramite un’asta marginale con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa.

Le aste dei Btp si tengono generalmente con cadenza mensile: durante la seconda settimana del mese per il Btp 3 e 7 anni e, in relazione alla domanda espressa dal mercato, i Btp 15 e/o 30 anni; durante l’ultima settimana del mese per i Btp 5 e 10 anni.

Sul sito internet del Debito Pubblico si possono consultare le pagine comunicazioni emissioni medio/lungo termine e risultati ultima asta Btp per le relative informazioni.

I BTP possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di 1.000 euro o multipli di tale cifra. Si deve precisare che i risparmiatori non possono partecipare direttamente alle aste, ma solo attraverso gli intermediari autorizzati (banche e imprese di investimento registrate presso la Banca d’Italia), presentando presso questi ultimi i loro ordini in tempo utile.

Acquisto sul mercato secondario

I BTP possono essere anche acquistati in un secondo momento, quindi dopo la loro emissione sul mercato. Il MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato) è il mercato secondario gestito da Borsa Italiana S.p.A. dove i risparmiatori (sempre tramite un intermediario) possono comprare o vendere titoli di Stato e altre obbligazioni, con importo minimo pari a 1.000 euro. Oltre al MOT esiste anche un altro mercato, l’MTS (Mercato Telematico dei titoli di Stato), riservato agli intermediari autorizzati (banche e imprese di investimento).

Quanto rende l’investimento in BTP

Sono due i fattori da cui deriva il rendimento di un BTP e sono da una parte il pagamento semestrale delle cedole e dall’altra la differenza tra il prezzo di sottoscrizione, nel caso di acquisto in asta, o di acquisto, nel caso di acquisto sul mercato secondario, il valore nominale pari a 100 rimborsato alla scadenza.

Conviene investire in BTP

Come ogni investimento, puntare sui titoli di Stato presenta rischi e benefici che devono essere particolarmente considerati.

Vantaggi dei BTP

I BTP sono titoli a medio-lungo termine, a reddito fisso, particolarmente adatti per quegli investitori che richiedono pagamenti costanti ogni sei mesi.

Inoltre presentano un profilo di rischio medio/basso, essendo emessi da uno stato sovrano,  se l’intenzione è mantenerli fino alla scadenza.
Sono particolarmente apprezzati per la loro liquidità: prima della scadenza gli investitori istituzionali possono comprare o vendere i Btp sia sul mercato secondario regolamentato (Mts), per operazioni non inferiori a 2 milioni di Euro, che su quello non regolamentato (over-the-counter),  mentre i cittadini privati possono effettuare queste transazioni sul mercato secondario regolamentato Mot o sulle altre piattaforme.

Inoltre la tassazione è agevolata al 12,5% come per tutti i titoli di Stato. Infine non sono soggetti all’imposta di successione nel caso di decesso del titolare.

Rischi dei BTP

Investire in Btp significa anche assumersi una serie di rischi. Il primo è il rischio di credito, ossia la probabilità che il Tesoro non paghi le cedole o il rimborso del capitale.

Chi poi voglia vendere i titoli prima della scadenza incorre nel rischio di tasso, ossia le fluttuazioni sfavorevoli nel caso di rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce potrebbero far calare il prezzo del BTP sotto il prezzo di acquisto (soprattutto per le scadenze più lunghe), causando una minusvalenza per l’investitore.

Un ultimo elemento da considerare nei Btp è la cosiddetta clausola Cacs (Collective Action Clauses). Questa clausola, introdotta nei titoli di stato dell’area euro a partire dal 2013, permette di modificare le condizioni del titolo (come il pagamento degli interessi o il rimborso del capitale) con l’approvazione di una maggioranza qualificata di detentori del titolo. Questo può essere rilevante in situazioni di ristrutturazione del debito pubblico di una nazione.