Come fare trading sulle valute in attesa di Mario Draghi

4 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Proprio ieri in questa sede scrivevamo come lo scenario che andava dipingendosi sul mercato fosse atipico e come la sua interpretazione non fosse propriamente univoca visti diversi fattori: le price action dei principali strumenti erano su livelli tecnici già estremamente delicati, la liquidità era in diminuzione vista la pre-festività americana e ci preparavamo ai market mover per eccellenza di oggi e domani.

La combinazione di questi elementi veniva da noi descritta come foriera di possibili fiammate di volatilità, visti anche gli alti percentili di volatilità implicita delle opzioni scritte sui tassi di cambio, non in grado però di generare marcata direzionalità e gestibile dal trader attraverso l’impostazione di posizionamenti focalizzati nel brevissimo e mirati proprio a cogliere movimenti veloci e repentini.

Ci auguriamo che queste indicazioni siano state utili in quanto il quadro che è andato delineandosi ieri è stato proprio di questo tipo nel momento in cui, tanto per citare il caso più lampante, l’Eurodollaro è andato a rompere i minimi relativi che si erano creati a 1,2965 giungendo fino all’1,2925 per poi fare completamente dietrofront e riportarsi in area 1,30.

Qualcosa di simile è successo al cambio aud/usd che ha fornito la sensazione di poter mettere a segno definitive rotture ribassiste in grado di rompere la soglia cruciale di 0,90 ma che poi, una volta entrato nell’area di supporto delimitata da 0,9050/30, è perfettamente rimbalzato per tornare ai livelli di 0,91.

Emblematiche sono state le Borse, in particolare quelle europee, partite in tonfo rumoroso (il Dax in 2 ore ha perso 150 punti) per poi recuperare con grande tonicità, sostenute anche dalle buone performance degli indici americani. Tanto per chiudere il cerchio, l’oro si è dimostrato invece totalmente scorrelato dal resto ed è perdurato in lateralità attorno al valore medio di 1.250 dollari l’oncia.

Oggi, non vi è alcun dubbio, è una giornata piuttosto singolare in quanto gli operatori d’oltreoceano non saranno ai loro desk operativi e sappiamo quanto questo incida nella determinazione dell’elemento più importante in grado di influenzare le dinamiche dei mercati finanziari e cioè la liquidità.

Nel contempo, avremo in calendario il meeting della Bank of England che vedrà l’insediarsi del nuovo Governatore Carney il quale potrebbe destare sorprese circa cambiamenti di view e di impostazione (quanto meno comunicativa) in materia di politica monetaria rispetto al suo predecessore King, con forte volatilità attesa per la sterlina.

E, soprattutto, vi sarà la BCE e la Press Conference di Mario Draghi che sembra proprio arrivare nel momento giusto, viste le recenti nubi che sono tornate ad addensarsi attorno a Portogallo e Grecia. Il Paese ellenico sarebbe ancora sotto l’occhio dei riflettori in quanto circolano indiscrezioni secondo cui la Troika potrebbe non elargire la nuova tranche di aiuti in quanto Atene non avrebbe implementato le riforme necessarie per ricevere il prestito, con la Germania ovviamente capofila nel riaffermare come l’ipotesi di un nuovo haircut del debito sia assolutamente da escludere.

Il Paese lusitano invece è scosso da tensioni politiche che hanno visto dimettersi due ministri del Governo Coelho, sostenitore delle politiche di austerità, che hanno causato un crollo della Borsa di Lisbona e soprattutto nuove tensioni sul fronte obbligazionario con i titoli a 10 anni che hanno superato l’8% e il CDS a 5 anni che è schizzato a quota 500 punti base.

Draghi perciò, che sul fronte tassi non andrà a comunicare novità, potrebbe risultare più hawkish delle attese proprio in ragione del recente e preoccupante rialzo dei rendimenti, sui titoli di stato dei Paesi dell’Eurozona, con focus proprio sul Portogallo, e si troverà costretto a delucidare circa le OMT.

Il piano prevede infatti la possibilità per Francoforte di acquistare titoli di uno Stato sul mercato secondario con scadenza fino a 3 anni a condizione che, oltre alla sottoscrizione di un rigido programma di riforme, il Paese sia in grado di finanziarsi sulle scadenze più lunghe, cosa che il Portogallo non potrà fare se non prima del 2014 e che quindi lo pone non in condizione di usufruire delle OMT. Attendiamoci perciò grande volatilità sul mercato, Indipendence Day permettendo.

EurUsd

Come detto in introduzione, il cambio ha ieri rotto al ribasso i minimi a 1,2965 per poi riportarsi con grande veemenza sopra quota 1,30. La rottura non è stata, come atteso, perciò definitiva e il quadro tecnico resta ancora piuttosto confuso. Di grande aiuto si è rivelata la media mobile esponenziale a 21 periodi sul grafico a 4 ore in grado di fungere da preciso livello dinamico di resistenza e che sta nuovamente contenendo il prezzo in area 1,3000/10 che, se dovesse essere superata, potrebbe farci riapprezzare in primis il livello statico di 1,3040 attraversato anche da media mobile semplice ed esponenziale a 200 periodi sul grafico orario, indicatori spesso decisivi sulle rotture in quanto punti di passaggio da fasi (in questo caso) marcatamente ribassiste a fasi rialziste. 1,3080, 1,3105 e 1,3150 i livelli in sequenza. La rottura dei minimi relativi ci porterebbe invece diretti a 1,2850.

UsdJpy

La rottura al ribasso della congestione che si era andata a creare in area 100,50/80 è andata risolvendosi al ribasso sullo sviluppo dell’ottima divergenza ribassista con l’oscillatore stocastico e con ritorno sull’importante supporto a 99,90 che, una volta rotto, ha riportato il prezzo precisamente sui livelli di 99,40. Prezzo che poi è tornato in area 100 e che ora si appoggia perfettamente sulla direzionale media a 21 periodi del grafico a 4 ore che fa’ da base a 99,80, da controaltare alla stessa 21 sul grafico orario che invece funge da resistenza dinamica al prezzo che ora si trova intrappolato in pochi pips. Buona perciò l’operatività in Stop Entry, con buy sopra 100,10 per rivisitazione dei massimi relativi in area 100,90 e short sotto 99,70 per 99,35 e 98,70 in estensione.

EurJpy

Grande volatilità del cross, dapprima affossato dal contemporaneo ribasso di eur/usd e usd/jpy e poi esaltato invece dal congiunto rialzo dei cambi originali. Anche in questo caso vale la pena di sfruttare incrementi di volatilità al di fuori della correzione che è andata creandosi tra 129,60 e 130,30, per approdi in area 128,85 al ribasso e 131,15 al rialzo, ponendo particolare attenzione all’effetto amplificatore del cross laddove i due “genitori” dovessero muoversi in correlazione positiva.

GbpUsd

Grande tonicità per il cable che, una volta appiattitosi in area 1,5140, è salito in maniera molto violenta sullo sviluppo della ben conformata divergenza rialzista con l’oscillatore stocastico sul grafico a 4 ore fino a portarsi sopra 1,520 e 1,5290 e andando a toccare quota 1,53. Efficace peraltro il superamento delle media 21 sul 4 ore che da due settimane lavorava da precisa resistenza dinamica. Proprio in quest’ottica, sono possibili pullback sulla stessa (che ora farebbe da supporto) in area 1,5240 per riprese del rialzo che sul superamento di 1,53 va ad individuarsi in 1,5350. Cedimenti di 1,5240 vedono nei precedenti punti a 1,52 e 1,5140 i verosimili obiettivi.

AudUsd

Molto bella la divergenza rialzista con l’oscillatore stocastico sul grafico a 4 ore con possibile primo target sulla media a 21 in area 0,9150. Oltre questo livello sono chiari lo 0,92 e lo 0,9250. Primi spunti short invece sotto quota 0,91 per riguardare ai minimi relativi con possibilità di trovarsi già in posizione se dovessero essere tentate rotture definitive verso 0,9020.

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