Come difendersi dai tassi bassi

20 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Per resistere alle intemperie del mercato del reddito fisso e all’incubo dei tassi di interessi negativi gli analisti di Altroconsumo Finanza consigliano una strategia che sembra “strabica” a prima vista: bond bancari della durata di alcuni anni, “ma non troppi”, e conti di deposito non vincolati, tutti insieme.

Da diverse settimane gli analisti stanno consigliando a investitori e risparmiatori italiani di accappararsi “titoli con affidabilità più bassa da cui poter racimolare qualcosina in più”, ma senza strafare.

L’idea di fondo è quella di “infilarsi in mezzo a due faraglioni senza sbattere, tenendo sulla destra il trionfo di Draghi e sulla sinistra il suo fallimento”.

Molto infatti dipenderà dall’esito del piano di Quantitative Easing della Bce. Se Mario Draghi riuscirà a ricreare l’appetito e fare tornare l’inflazione vicino al 2% gli investimenti che rendono l’1% netto da qui a 5 anni sono “investimenti eccellenti, perché ti danno ben di più dei tassi sottozero”.

In compenso se un investitore è convinto che i prezzi caleranno ancora, dovrebbe continuare a comprare senza porsi troppe domande anche titoli con interessi negativi, perché risulterebbero in ogni modo vantaggiosi.

In un contesto di prezzi che calano come quello attuale di deflazione, difatti, “mettendo oggi 100 euro in un prodotto che domani ne vale 99”, se nel frattempo i prezzi crollano ancora – mettiamo del 2% – si otterrà “comunque un guadagno”. In altre parole, spiega Altroconsumo Finanza, “i tassi reali, quelli che tengono conto del carovita, restano positivi anche coi tassi nominali in rosso”.

I motivi per cui gli investitori istituzionali e altri fondi continuano a comprare Bund e altri titoli con rendimenti negativi non sono solo legati alle aspettative di prezzi al consumo in ulteriore ribasso. La legge obbliga a offrire garanzie precise alle istituzioni. Chi è costretto a comprare tali strumenti, poi, trova sempre un modo per “rigirare le perdite alla clientela”.

Fonte: Altroconsumo Finanza

(DaC)