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C’è un paradosso statistico che quest’anno anima la classifica dei redditi italiani: il comune più ricco d’Italia non è Milano, ma Maccastorna, borgo di 76 contribuenti in provincia di Lodi, con un reddito medio di 72.157 euro e un balzo del +195,8% in dodici mesi. Un’anomalia che gli addetti ai lavori sanno leggere bene: basta il trasferimento di residenza di uno o pochi contribuenti ad alto reddito per stravolgere la media di un comune così piccolo.
Un copione già visto negli anni scorsi con Lajatico, in Toscana, e con Portofino. Ma al netto dei casi statistici, Milano resta saldamente la vera capitale dei redditi del Paese. È quanto emerge dall’analisi di Excellera, società italiana di consulenza sui dati diffusi dal ministero dell’Economia.
Il primato milanese tra i capoluoghi
Il capoluogo lombardo si conferma in testa tra i capoluoghi di provincia con 40.316 euro di reddito complessivo medio, segnando una crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente. Alle spalle, c’è Monza che si piazza al secondo posto con 35.628 euro (+3,5%), seguita da Bergamo a 34.263 euro (+2,5%). Più staccate Bologna, che si attesta a 32.302 euro (+4,2%), Roma a 31.423 euro (+3,8%) e Napoli a 24.388 euro (+3,5%).
La frattura Nord-Sud che non si cuce
Allargando lo sguardo all’intera penisola, ad emergere ancora una volta è la persistente spaccatura geografica del Paese. La Lombardia si conferma la regione con il reddito complessivo medio più alto, 29.421 euro, +3,7%, seguita da Trentino-Alto Adige (27.978 euro, +3,9%) ed Emilia-Romagna (27.434 euro, +3,7%).
In fondo alla classifica regionale, pur con valori in crescita, si trovano Calabria (18.474 euro, +4,6%), Molise (19.889 euro, +4,6%) e Puglia (19.936 euro, +4,8%).
La fotografia delle province vede svettare sempre Milano con 33.803 euro, Bologna con 29.933 euro e Monza-Brianza con 29.827 euro.
Fanalino di coda Crotone con 17.481 euro, Vibo Valentia con 17.672 euro e Ragusa con 17.770 euro, un divario che supera i 16.000 euro rispetto al vertice milanese.
Redditi che battono l’inflazione: una novità
Diversamente da quanto accaduto negli ultimi anni, la crescita dei redditi supera l’inflazione, dice Excellera. Nel 2024, il reddito complessivo pro capite in Italia è salito a 25.125 euro, con un incremento del 4,1% rispetto al 2023. Con un’inflazione attestata all’1,1%, i redditi reali sono cresciuti in misura apprezzabile. In una prospettiva di lungo periodo, nei quindici anni tra il 2009 e il 2024, il reddito medio imponibile pro capite è cresciuto di quasi un terzo, superando shock pesanti come la crisi del 2008, la pandemia e le tensioni geopolitiche.
La fotografia della distribuzione dei redditi restituisce un Paese ancora diviso non solo geograficamente ma anche socialmente. Solo il 6% dei contribuenti ha dichiarato più di 55mila euro, mentre più di uno su tre, il 33,2%, si è fermato sotto i 15mila euro, quota in miglioramento rispetto al 35,2% del 2023, ma ancora molto elevata.
Un segnale incoraggiante arriva dalla fascia intermedia tra i 26mila e i 55mila euro, che guadagna quasi tre punti percentuali, salendo dal 28,2% al 31,1%. Secondo Excellera, si tratta di un segnale strutturale che va oltre il semplice incremento della media: un possibile indizio di rafforzamento della classe media italiana, ancora fragile ma in movimento.