Cina: segnali di crisi bancaria, scatto dei tassi

20 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Mentre la decisione della Federal Reserve di ridurre la portata del suo piano monetario di sostegno dell’economia ultra accomodante, i mercati stanno sottovalutando quanto sta avvendendo in Cina. Le notizie che vengono da Pechino non sono rassicuranti.

Il tasso di rifinanziamento a 7 giorni è in continuo rialzo e si assesta oggi al 7,6%, sui massimi di sei mesi. Ieri ha chiuso in area 7,06%. Per far fronte alla mancanza di moneta nel sistema, la banca centrale cinese, la PBoC, ha iniettato denaro in operazioni di liquidità a breve termine per 300 miliardi di yuan

Già in giugno la Cina ha dovuto fare i conti con una stretta creditizia molto forte e in molti temevano che avremmo assistito prima o poi a una ricaduta di quella crisi di liquidità.

In un’intervista concessa all’emittente Usa CNBC (vedi sotto) il gestore di fondi hedge Jim Chanos ha associato la corsa dei tassi di interesse vista ultimamente a uno dei primi sintomi di una “crisi bancaria”.

Che sia giunto il momento di scommettere contro la Cina?