Cina pronta a svalutazione yuan senza precedenti

23 Novembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Nel 2015 la guerra valutaria si è intensificata. Tuttavia, nonostante si speculasse su un possibile intervento massiccio della Cina volto a svalutare la propria moneta, alla fine lo yuan ha perso un mero 3% nei confronti del dollaro da gennaio a oggi.

Le misure che le autorità della seconda economia al mondo hanno in serbo non sono ancora finite, però. Anzi, un calo di fino al 10% del tasso di cambio tra le divise di Cina e Stati Uniti è preventivabile per il 2016, secondo gli analisti di Bank of America Merrill Lynch. Una simile operazione, la cui portata sarebbe la maggiore da oltre 20 anni, potrebbe rivelarsi deleteria per gli Stati Uniti e per l’industria manifatturiera europea.

Nell’outlook per l’anno che verrà, la banca americana scrive che la Cina, “per via del suo regime valutario relativamente rigido, ha importato le politiche monetarie americane più di quanto fatto da altri paesi”. Il risultato è stato un ampliamento del debito di quattro volte dal 2007, con un rapporto rispetto al Pil che ha superato quello degli Stati Uniti.

Tenuto conto dell’allacciamento parziale tra dollaro Usa e yuan (“semi peg“, come lo chiamano gli analisti della banca Usa) e l’incremento della bilancia dei pagamenti cinese (a spese dell’indipendenza in materia di politica monetaria), “la domanda da farsi è: a queste condizioni la Cina può sostenere tassi di interesse più alti in Usa e un dollaro più forte?”

Difficile che possa succedere. Gli strategist di BofA per lo meno sono scettici. Motivo per cui si aspettano che la Cina abbandoni la politica del peg parziale tra dollaro Usa e yuan, “un matrimonio di convenzienza destinato al divorzio“.

Tale poltica è stata il pilastro del modello di crescita mondiale per gran parte degli ultimi 15 anni.

“La svalutazione dello yuan avviata l’11 agosto non è che l’inizio di una nuova era. Prevediamo un calo della divisa cinese di fino al 10% nei confronti del biglietto verde nel 2016, e pensiamo che finirà per ribaltare le previsioni di investimento relative ai tassi di interesse e ai mercati valutari”.

Dalla metà 2010 lo yuan è in progresso del 6,5% sul dollaro e negli ultimi dieci anni è in rialzo del 22,8% sul biglietto verde. Ma prima del 1994 il rafforzamento del dollaro sullo yuan è stato impressionante.

Negli anni precedenti, quando la valuta era distaccata dal dollaro, lo yuan si è decisamente indebolito con il tempo. È passata da valere meno di metà di un dollaro a inizio 1980, a viaggiare sugli otto yuan per dollaro entro il 1994. L’ennesima svalutazione dello yuan ha finito e finirà per indebolire le società manifatturiere in Usa ed Europa.